Covid, Crisanti: “Folle andare a sciare a Natale, alto rischio di aumento contagi”

Covid, Crisanti: “Folle andare a sciare a Natale, alto rischio di aumento contagi”

Crisanti, professore dell’Università di Padova ha dichiarato: “Ventimila contagi al giorno non ci possono far dire che siamo fuori dalla pandemia


ITALIA – Il microbiologo Andra Crisanti è intervenuto questa mattina a Buongiorno su Skytg24, ed ha affermato in maniera molto diretta: “Rimango senza parole che si parli di sci con 600 morti al giorno. Andare a sciare per divertirsi sapendo che questo causerà un aumento dei contagi e dei morti? Penso che questo non sia un Paese normale”.

Crisanti, professore dell’Università di Padova ha aggiunto: “Ventimila contagi al giorno non ci possono far dire che siamo fuori dalla pandemia. C’è un calo, che però non è omogeneo tra tutte le regioni. La curva dei decessi è influenzata dall’andamento dell’epidemia di 3-4 settimane fa, quando c’era il picco di trasmissione. I dati non diminuiranno ancora prima di una decina di giorni” Riguardo all’apertura degli impianti, in maniera molto chiara ha espresso il suo concetto: “Il problema non è l’impianto da sci, se sanifico le cabine o i sedili delle seggiovie, il problema è l’assembramento che si crea prima e dopo, la socialità che c’è, gli alberghi pieni”.

Riguardo al nuovo Dpcm, in arrivo tra qualche giorno, il microbiologo oltre a dare il suo appoggio ha anche dichiarato: “Da quello che è trapelato mi sembra che le misure del governo sono orientate al buonsenso, si cerca di fare in modo che queste feste di Natale siano un’occasione per consolidare i risultati ottenuti”. “È chiaro – ha aggiunto – che, se le feste di Natale e Capodanno si trasformano in un’occasione di assembramenti come durante l’estate, ricominciamo a gennaio e febbraio. Più abbiamo socialità e più diamo occasione al virus di trasmettersi. C’è da bilanciare l’aspetto economico e di qualità della vita col fatto che questo si associa a maggiori ricoveri e morti”.

In questo periodo, l’economia, ma soprattutto il turismo ha subito un brusco calo e proprio riguardo a ciò, Crisanti ha sottolineato. “Bisogna riconoscere che ci sono persone che vivono di turismo e che la cosa migliore è rimborsare queste persone e cercare di evitare che facciano pressioni”. Ma ha anche precisato. “Giustamente fanno pressioni ed è normale che lo facciano, come hanno fatto pressioni in passato gli industriali per non chiudere la Lombardia, come hanno fatto pressioni per riaprire tutto quando la curva stava abbassandosi, come hanno fatto pressione i gestori delle discoteche per aprirle. Questo è normale, bisogna renderci conto che esiste questa dinamica e bisogna neutralizzarla. Bisogna assicurare alle persone che ne soffriranno che saranno ripagate del sacrificio. Capisco che c’è una grossa difficoltà politica a mediare tutte queste esigenze, però bisogna metterlo in chiaro”. Infine ha concluso la sua intervista parlando del vaccino: “i dati non sono ancora stati diffusi con la comunità scientifica. In America la prima settimana di dicembre dovrebbe essere quella decisiva. I dati di un vaccino di questa portata in genere è buona pratica che vengano condivisi prima con la comunità scientifica. Diverse riviste autorevoli hanno criticato questa cosa”.