Focus Crotone v Napoli – Altra mano buona per gli azzurri. Poker anche allo Scida

Focus Crotone v Napoli – Altra mano buona per gli azzurri. Poker anche allo Scida

Allo Scida, il Napoli conferma il buon stato di forma in campionato, travolgendo anche il Crotone, rifilandogli quattro gol. Apre il gran gol di Insigne nel primo tempo poi, dopo l’espulsione di Petriccione, arriva la pioggia di gol. Segnano Lozano, Demme e Petagna. Azzurri adesso al terzo posto, con la Juventus.


Gli azzurri festeggiano dopo un gol

CROTONE – Alla fine è stato più facile del previsto; alla fine è il risultato ciò che conta ed il 4:0 finale è una certificazione del dominio del Napoli in terra calabrese. Gli azzurri confermano la verve vista contro la Roma, servendo un bel poker anche agli ionici, passando in vantaggio con Insigne, nel primo tempo (31′) e dilagando nel secondo, complice l’espulsione di Petriccione, con le reti di Lozano (58′), Demme (76′) e Petagna (91′). Napoli adesso terzo in classifica con 20 punti, insieme alla Juventus, ad un punto dall’Inter.

COSA E’ PIACIUTO

Il risultato, prima di tutto. Rotondo e coerente per quello che si è visto in campo. Gattuso dice di un risultato bugiardo, “accomodato” dall’espulsione di Petriccione. Vero, perchè il Napoli ha fatto sentire il peso della qualità soprattutto in superiorità numerica, ma è anche vero che il Napoli è stato cinico nel colpire al momento giusto. L’espulsione prima, il raddoppio di Lozano dopo hanno definitivamente tagliato le gambe ad un Crotone che per una buona mezz’ora aveva messo paura al Napoli in qualche circostanza. Alla lunga poi, il Napoli è venuto fuori e non c’è stata più partita.

Otto gol fatti tra Roma e Crotone, nessuno subito. L’attacco torna ad essere quello devastante di qualche mese fa. Fa piacere, doprattutto,il ritorno al gol di Lozano e Petagna: il messicano, forse troppo sacrificato in fase di copertura per poter essere più incisivo sotto porta, trova il gol che non festeggiava dalla doppietta contro l’Atalanta. Troppo tempo. Inoltre per il Chucky si tratta il primo gol lontano dal San Paolo (pardon, dal Diego Armando Maradona), realizzato con un movimento “alla Callejon” tanto per intenderci. Per Petagna secondo gol in campionato, dopo quello pesante a Benevento, questo meno decisivo per il risultato ma ottimo per ridare morale dopo tanti gol sbagliati. Ma anche a Crotone, Andrea grazia Cordaz nel primo tempo, confermando il suo non-feeling con il gol. Gattuso lo tiene in campo tutta la gara proprio per farlo sbloccare ed il gol arriva sull’assit di Mertens che non si poteva davvero sbagliare. Per il resto, tanto movimento e lotta contro i difensori ionici; fin quando ai gol ci pensano gli altri, può andar bene.

Il gol di Insigne è di quelli belli, di quelli che rappresentano il suo marchio di fabbrica. L’azione parte però da una magia di Zielinski, che fa fuori Cuomo con un tunnel principesco. Ecco, Zielinski. Il nocciolo della questione: un calciatore capace di certe raffinatezze ma incapace di dare continuità al suo modo di giocare. A Croone gioca “sottopunta” (il nuovo orribile neologismo calcistico) ma non più di tanto. Intelligente quando annusa la necessità di arretrare il raggio d’azione di almeno venti metri per trovare palloni giocabili. Giocando sul’asse orizzontale della tre-quarti non si offre come punto di riferimento per i mediani del Crotone che, di fatto, faticano a controllarlo. Lo si preferisce da mezz’ala sinistra, ma stasera regala un’eccezione (gradita) alla regola.

Gattuso ha forse capito che in una linea mediana a due, Zielinski e Fabian non hanno posto? La rocciosa linea Bakayoko-Demme lascerebbe propendere per il si e, per quanto visto, sarebbe una soluzione da confermare, se proprio non si può evitare il 4-2-3-1. Per il tedesco arriva anche il gol del 3:0 con un bel diagonale ma, in generale Diego (demme) sta scalando le gerarchie e si candida per una maglia da titolare anche per le prossime gare, Real Sociedad in primis. Gol a parte, la solita grinta e personalità che, in queste partite ruvide, serve come l’acqua in mezzo al deserto.

COSA NON E’ PIACIUTO

La prima mezz’ora di gioco non sarà tramandata ai posteri come la più bella da ricordare. Tanti errori di misura, soprattutto in fase di costruzione di gioco dal basso; disimpegni complicati, con il pallone che fatica ad uscire fluidamente dalla metà campo azzurra; situazioni di confusione nei pressi dell’area di rigore e talvolta dentro. Insomma, il Napoli ha bisogno di Insigne per ritrovare equilibrio e una condotta di gara più “pulita”. Da rimarcare, dopo il gol di Insigne, l’unico svarione davvero grave, che permette a Vulic di battere a rete. Ospina salva alla grande, ma resta una sbavatura che in altre circostanze il Napoli avrebbe pagato caro. Unico neo in una partita fondamentalmente alla portata e vinta con merito.

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