Focus Napoli v Sampdoria – Tre punti di platino che arrivano dalla panchina

Focus Napoli v Sampdoria – Tre punti di platino che arrivano dalla panchina

Al secondo tentativo, il Napoli centra la prima vittoria al nuovo stadio “Maradona”, la terza consecutiva in Serie A con la rimonta, sofferta, contro la Sampdoria. Vantaggio doriano con Jankto, nel primo tempo, a cui rispondono le reti di Lozano e Petagna, subentrati nell’intervallo. Napoli resta terzo, ad un punto dall’Inter, prossima avversaria nel turno infrasettimanale


Lozano firma il pareggio contro la Sampdoria

NAPOLI – Prima vittoria allo stadio “Maradona” che coincinde con la terza vittoria di fila in campionato. A farne le spese, la Sampdoria dell’ex Ranieri, rimontata dopo il vantaggio siglato Jankto (20′) dalle reti, nel secondo tempo, di Lozano (53′) e Petagna (68′), entrambi subentrati ad inizio ripresa. Il Napoli, con questi fondamentali tre punti, resta nella scia dell’Inter, in attesa del big-match infrasettimanale, proprio contro i nerazzurri, al Meazza.

COSA E’ PIACIUTO

Gattuso cambia gli interpreti nell’intervallo, pescando al mazzo Lozano e Petagna al posto di Politano e Fabian. Mosse riuscite, poichè il messicano e l’ex SPAL sono gli autori delle reti che valgono la rimonta da tre punti. Giusto far riposare Lozano, giusto utilizzarlo ad inizio ripresa per cercare di dare mordente ad un attacco dal ritmo soporifero per l’intero primo tempo. Lineare anche la scelta di puntare sulla forza fisica di un centravanti con caratteristiche come quelle di Petagna, per scardinare la difesa blucerchiata, saldamente arroccata davanti ad Audero. Insomma, tempista e oculato nelle scelte, questa vittoria è gran parte merito suo.

Lozano riesce, in venti minuti a cambiare volto al Napoli, diventando l'”hombre do partido” grazie al gol segnato, da attaccante navigato, un palo che grida vendetta ed una giocata sublime che permette a Petagna di appoggiare il pallone in rete. Il messicano quando è in vena, è difficilmente marcabile, così come gli sta succedendo spesso in questa stagione. Secondo gol consecutivo, sintomo di un ritorno di fiamma con il gol, ma stavolta di un peso specifico diverso (e più importante) rispetto a quello di Crotone. Va dato atto a Gattuso di averlo rigenerato e rimesso a nuovo.

La terza vittoria consecutiva è un certificato di autostima non indifferente con il quale presentarsi a Milano. Moralmente il Napoli c’è, nonostante la qualità di gioco non sia eccelsa; arrivano i risultati e nel calcio è cosa che conta di più. Terzo posto in classifica in attesa di un passo falso delle prime due che sembra non arrivare mai. Lo scontro diretto del Meazza (e la trasferta a Roma, contro la Lazio) fornirà maggiori indicazioni sulle reali velleità del Napoli in questo campionato. Scudetto o piazzamento Champions? Mercoledì avremo le prime risposte.

COSA NON E’ PIACIUTO

Se è vero che Gattuso ha mosso le pedine giuste, tra primo e secondo tempo, va detto che il primo tempo del Napoli è stato qualcosa di imbarazzante. Fortuna vuole che la Sampdoria chiuda la prima frazione con un solo gol all’attivo. Gli azzurri non combinano assolutamente nulla che non sia un fraseggio, che chiamarlo sterile gli si fa un complimento. Incisività nulla, presenza in area di rigore altrettanto carente. Solo nel finale di tempo ci si ricorda che Audero non è uno spettatore, ma il portiere avversario e si prova a sollecitarlo. Per il resto, gravi amnesie soprattutto in mediana.

Perchè proprio da lì sono emersi tanti (enormi) problemi. Fabian non riesce a trovare una sua dimensione in un centrocampo a tre, figurarsi in una linea a due, poichè il Zielinski di oggi era visibilmente più trequartista che mezz’ala, lasciando dunque compiti di filtro e schermatura allo spagnolo ed a Demme. Il risultato è disastroso poichè ad ogni pallone perso corrispondeva una ripartenza pericolosissima blucerchiata che, il più delle volte, ha sprecato. Non nell’azione del gol di Jankto, fortunatamente un’eccezione.

Pessima prova per Di Lorenzo, che conferma uno stato di forma non entusiasmante. Il gol di Jankto è conseguenza di un suo ritardo sulla copertura. Ci si chiede perchè stringe su Manolas e non esce su Janko lanciato a rete, che forse neppure vede involarsi. Nella ripresa si fa anche ammonire per un fallo evitabile, sintomo di scarsa lucidità che, nel suo caso, si potrebbe tradurre in una stanchezza mentale e fisica, a causa di un utilizzo eccessivo. Avrebbe bisogno di riposo. Ma Malcuit dov’è finito?

La stanchezza è il nemico da combattere in questa delicatissima fase della stagione. Il Napoli gioca a ritmi infernali, sistematicamente ogni tre giorni. Normale che qualche elemento della squadra accusi un calo fisico. Come detto, Di Lorenzo è uno degli indiziati, ma anche altri giocatori avrebbero bisogno di un turno di riposo. Insigne, ad esempio, così come Mertens. Naturalmente, a concorrere al loro sovrautilizzo, contribuisce il CoVid, con le varie positività riscontrate in questi mesi e l’infortunio di Osimhen, ancora avvolto nel mistero.

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