Investito da un’auto, muore dopo giorni di agonia: Alex aveva solo 18 anni

Investito da un’auto, muore dopo giorni di agonia: Alex aveva solo 18 anni

Era stato portato in ospedale in codice rosso perchè aveva lesioni gravi ed era politraumatizzato


ROMA – Era stato investito da un auto in corsa   lunedì sera, 7 dicembre, presso la stazione ferroviaria di Santa Maria delle Mole – una frazione del comune di Marino (provincia di Roma) – e trasportato poi al pronto soccorso dell’ospedale di Roma Tor Vergata, con codice rosso per lesioni gravi e politraumatizzato.

E non  è servita al ‘gigante buono’, come lo chiamavano gli amici più cari e i compagni di scuola,  la prontezza con cui l’automobilista che l’aveva travolto, di circa 20 anni, si è fermato per andare in suo soccorso.

Ora, la vitalità che promanava dall’imponente altezza di Alex e il suo essere un ragazzo dolce, sensibile e di gran cuore rimarranno indelebili negli occhi e nel cuore della sua mamma, Barbara, di origine cubana, e del suo papà, Raffaele, di Deliceto (in provincia di Foggia), ma inconsolabile intanto è il loro dolore.

Alex era nato a Cuba e, dopo pochi giorni, era arrivato a Deliceto con i suoi cari. All’età di 12 anni circa lui e la sua famiglia erano andati a vivere in provincia di Roma, a Marino, ma il giovane tornava sempre nella cittadina che sorge nel Subappennino Dauno meridionale, tra il Tavoliere delle Puglie e l’Appennino Campano.  Un paese che amava, perché gli consentiva di essere libero. E dove d’estate, finalmente in vacanza, gli piaceva trattenersi in piazza fino a tardi con i suoi coetanei. Sempre pronto a difendere i più deboli.

Frequentava il terzo anno della scuola ‘Formalba’ – di Marino – per acconciatori e, da poco, aveva iniziato a fare uno stage presso un parrucchiere a Genzano di Roma. Il ragazzo era molto conosciuto e benvoluto nella zona. Era impegnato in attività di volontariato presso la Marino Aperta Onlus ed amava il beatbox (o beatboxing), vale a dire la capacità di riprodurre, attraverso la voce, i suoni della batteria.

Un ragazzo semplice, insomma, e una vita, la sua, fatta di ordinaria quotidianità. Una vita ancora tutta da vivere e che non è facile accettare sia stata spezzata in un attimo. Come purtroppo continua ad accadere a tanti, stando ai numerosi titoli derivanti da più testate giornalistiche in Italia: “Isola Capo Rizzuto, tragico schianto in moto: Luca muore a 26 anni”; “Esce da scuola ma non fa ritorno a casa, 12enne muore investito da un furgone a Reggio Emilia”; “Dramma in Trentino, auto sbanda e si ribalta: Valeria muore a 16 anni, feriti gli amici”. Tanto per citarne solo alcuni.

Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, infatti, proprio gli incidenti stradali nella fascia d’età che va dai 5 e i 29 anni sono la prima causa di morte: più dei tumori, dell’alcol o della droga.

E, stando ai dati ISTAT, relativi all’anno 2019 e diffusi nell’ottobre 2020, tra le cause più frequenti degli incidenti stradali, si confermano la distrazione alla guida, il mancato rispetto della precedenza e la velocità troppo elevata (nel complesso il 38,2% dei casi).

Le violazioni al Codice della Strada risultano in aumento rispetto agli anni scorsi e, tra queste, le più sanzionate sono l’inosservanza della segnaletica, il mancato utilizzo di dispositivi di sicurezza a bordo e l’uso del telefono cellulare alla guida; in aumento le contravvenzioni per guida in stato di ebbrezza.

Quante volte allora errori e infrazioni di questo tipo dovranno ancora stroncare delle vite?

Avevano sperato e pregato, perché Alex si salvasse, i suoi genitori, i suoi professori, tutti coloro che lo amavano.  Ma ora mancherà  a tutti immensamente.

Una morte prematura così è davvero ingiusta e dolorosa.

FONTE: STATOQUOTIDIANO.IT