Maradona, i risultati dell’autopsia: né alcol né stupefacenti: morto dopo una lunga agonia

Maradona, i risultati dell’autopsia: né alcol né stupefacenti: morto dopo una lunga agonia

Nel corpo di D10s, però, c’era una concentrazione importante di psicofarmaci


ARGENTINA – Sono arrivati i risultati dell’autopsia effettuata sul corpo di Diego Armando Maradona. Da quanto emerge, el Pibe de Oro non aveva assunto ne’ alcol ne’ droghe, il suo corpo era perfettamente pultio: lo hanno confermato i patologi della polizia scientifica che hanno esaminato la salma. Ribadite anche le circostanze del decesso: avvenuto dopo una lunga agonia e non per un malore improvviso.

Le cause, quelle note: edema polmonare secondario a un’insufficienza cardiaca cronica. L’esito dell’esame tossicologico, che era stato effettuato sul cadavere in occasione dell’autopsia, ha escluso che la morte fosse stata provocata dagli abusi di sostanze nocive. Il sospetto che l’ex Pibe de Oro ne avesse fatto abuso nei giorni precedenti sono stati smentiti dal report diffuso dai media sudamericani e finito anche sul tavolo della Procura che ha aperto l’indagine.

Nel corpo di D10s, però, c’era una concentrazione importante di psicofarmaci, un cocktail di medicine prescritte per curare gli effetti della depressione, regolare il tono dell’umore, a corredo del trattamento per l’epilessia e per la dipendenza da droghe. Venlafaxina, quetiapina, levetiracetam e naltrexone: ecco cosa c’era nella lista prescritta per ‘aiutare’ l’ex stella argentina. Nulla di illecito ma dagli effetti collaterali devastanti a causa delle sollecitazioni sulla frequenza cardiaca, pericolose per una persona nelle sue condizioni.

Ed è questo l’aspetto sul quale intendono fare chiarezza gli inquirenti che hanno prefigurato come ipotesi di reato omicidio colposo e abbandono di persona. Assodata la negligenza dell’assistenza, il pool di magistrati adesso cerca riscontri anche sulla negligenza medica a partire da un assunto: ovvero, se quei farmaci fossero adatti a un paziente che soffriva di una cardiopatia cronica.