Nuovo Dpcm, il governo blinda le Feste di Natale: spostamenti vietati dal 19 dicembre

Nuovo Dpcm, il governo blinda le Feste di Natale: spostamenti vietati dal 19 dicembre

Posti di blocco in autostrade e stazioni. Chiusi tutti gli alberghi nelle località turistiche


Gli occhi sono puntati sugli ultimi dati riguardanti contagi e ricoveri negli ospedali. Saranno questi numeri a fare da bussola nelle scelte che il governo si accinge a fare in vista delle feste natalizie. Le regole saranno contenute nel nuovo Dpcm che dovrebbe entrare in vigore il 4 dicembre. L’attenzione in particolare è concentrata sulla possibilità o meno di spostarsi da una regione all’altra. Vediamo quali sono le ipotesi sul tavolo.

Regioni chiuse dal 19 dicembre al 10 gennaio

Il nuovo Dpcm dovrebbe contenere con ogni probabilità due misure. La prima: il divieto dal 19 dicembre al 10 gennaio di superare i confini regionali anche quando e se l’intero Paese dovesse divenire zona gialla (e quindi in teoria con possibilità di spostarsi ovunque). La seconda: confermare il coprifuoco dalle 22 anche la notte di Natale e di Capodanno.

Spostarsi nella regione di residenza

Ma Conte, sostenuto dal Movimento Cinque stelle e dai renziani, sta valutando due deroghe. In particolare, quella di consentire di fare ritorno alla propria regione di residenza. Una prospettiva che da molti viene data per scontata anche se, da sola, metterebbe in movimento molte persone in particolare dalle regioni del centro-nord verso quelle del Sud. Motivo che mette in allerta tecnici, e non solo, sulla prospettiva di aumento dei contagi.

Ricongiungimenti familiari

Ancora in bilico invece l’altra possibile deroga: quella di consentire lo spostamento fra regioni per ricongiungimento familiare. Se si consentisse di superare i confini regionali per far visita ai parenti di primo grado – obiettano alcuni esponenti di governo – si creerebbe un buco nel quale si infilerebbero tutti. E le forze dell’ordine, chiamate a fare i controlli, si troverebbero in una situazione ingestibile. In ogni caso, se anche passasse il via libera ai ricongiungimenti, si fa strada l’idea di consentirli solo con il contagocce: ad esempio consentire a un solo figlio (con il proprio nucleo familiare) di raggiungere i genitori e autorizzare i ricongiungimenti tra coniugi e partner conviventi. Ma appunto su questi dettagli la trattativa è ancora in corso.

Alberghi chiusi

Il governo si è impegnato con le Regioni a ristorare le perdite degli albergatori, eppure la misura straordinaria è destinata a scatenare polemiche e proteste. La proposta di mediazione con cui Veneto, Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Friuli-Venezia Giulia e Province autonome di Bolzano e Trento volevano evitare il tracollo del settore sarà respinta: prevedeva la possibilità di aprire gli impianti di risalita delle piste da sci per gli ospiti degli alberghi e delle seconde case, perché «il pendolarismo può essere un problema in certe giornate». Ma il governo ha detto no, anche perché non prevede alcun pendolarismo: nel Dpcm sarà scritto che lo spostamento da una regione all’altra è vietato (sempre dal 20 dicembre). E per evitare strappi ha scelto una serrata di venti giorni.