Omicidio Apicella, processo ai Rom di Giugliano: hanno avanzato richiesta di abbreviato per la rapina

Omicidio Apicella, processo ai Rom di Giugliano: hanno avanzato richiesta di abbreviato per la rapina

“Credo nella giustizia italiana. Come mio figlio. Lui credeva nello Stato ed è morto per questa idea di giustizia, facendo il proprio lavoro”, le parole della mamma di Pasquale Apicella


NAPOLI – Questa mattina è iniziato il processo contro i criminali  che provocarono la morte dell’agente di Polizia Pasquale Apicella che tentò di fermare l’auto dei rapinatori a calata Capodichino. Gli imputati, come riportato da Il Mattino, hanno avanzato richiesta di abbreviato per la rapina e latri reati minori. Niente abbreviato, secondo le nuove norme, per l’accusa di omicidio volontario, ipotesi che prevede – se confermata- anche la pena dell’ergastolo.

“Credo nella giustizia italiana. Come mio figlio. Lui credeva nello Stato ed è morto per questa idea di giustizia, facendo il proprio lavoro”, queste le dichiarazioni Annunziata Voccacciaro, mamma di Pasquale Apicella

L’agente fu ucciso da una banda rom in fuga dopo una nottata di rapine e razzie. I fatti sono accaduti lo scorso aprile, lungo Calata Capodichino. Oggi dinanzi alla terza assise (presidente La Posta), la decisione dei genitori e della moglie del poliziotto di costituirsi parte civile (sono tutti difesi dall’avvocato Gennaro Razzino), nel corso del processo a carico di quattro cittadini Rom.