Ricoverata per Covid, i medici scoprono che aveva due tumori: salvata dopo intervento di 6 ore

Ricoverata per Covid, i medici scoprono che aveva due tumori: salvata dopo intervento di 6 ore

I chirurghi hanno lavorato indossando tre paia di guanti, due paia di mascherine, occhiali e camice


AREZZO – Ha dell’incredibile quello che è successo ad Arezzo, in particolare all’ospedale San Donato: una donna di 74 anni era stata ricoverata perché risultata positiva al Coronavirus, tuttavia una volta effettuati i dovuti accertamenti i medici hanno scoperto che in realtà aveva due tumori, uno all’utero ed uno all’intestino. L’anziana è stata così sottoposta ad un lungo intervento di 6 ore dal quale per fortuna è uscita sana e salva.

“La paziente era stata ricoverata nella degenza Covid di malattie infettive – ha detto Marco De Prizio, direttore del reparto di chirurgia dell’ospedale di Arezzo -I colleghi si sono presto accorti che aveva disturbi che nulla potevano avere a che fare con il Covid. Hanno quindi disposto accertamenti che hanno consentito di rilevare un importante tumore addominale che determinava una compressione sull’intestino”.

“L’intervento si presentava complesso ma si è rivelato ancora più difficile di quanto potevamo pensare – ha continuato il medico – In sala operatoria abbiamo scoperto che i tumori erano due: all’intestino e all’utero. L’intervento è andato quindi avanti per 6 ore, eseguito da un’equipe di 3 chirurghi con la collaborazione di anestesisti e personale di sala operatoria. Abbiamo tolto un lungo tratto di intestino, una parte del fegato, un pezzo di stomaco, l’utero e le ovaie. Ma la paziente ha superato l’operazione. Ce l’abbiamo fatta”.

Se l’operazione era già difficile di suo a renderla ancor più complessa è stato il Covid: i chirurghi hanno lavorato indossando tre paia di guanti, due paia di mascherine, occhiali e camice. “Siamo stati concentrati sull’intervento ma anche su tutte le connessioni al Covid. E questo vale in ogni intervento su pazienti di questo tipo. L’anestesista ci ricorda che il paziente ha difficoltà respiratorie, noi dobbiamo stare ancora più attenti perché un malato Covid sanguina di più ed ha rischi maggiori. Come se tutto questo non bastasse,  i nostri movimenti delle mani e delle braccia sono resi più lenti da tutte le protezioni indossate,  la respirazione è più faticosa a causa delle mascherine, gli occhiali si appannano, si suda costantemente”. Più lente anche le piccole procedure: “se serve un qualsiasi strumento non presente nella sala, dobbiamo farlo arrivare in appositi involucri protettivi. Prima bastava 1 minuto, adesso ne servono almeno cinque”.