Svolta nell’omicidio Ansaldi: il medico forse conosceva i suoi killer

Svolta nell’omicidio Ansaldi: il medico forse conosceva i suoi killer

Forse Ansaldi non è stato un bersaglio casuale, ammazzato per caso da un balordo in cerca di una facile preda da derubare


MILANO – Forse Stefano Ansaldi conosceva bene il suo assassino. Forse era arrivato a Milano proprio per incontrarlo ed è stato ucciso, ferito alla gola con un coltello da cucina da una persona che poi ha avuto l’accortezza di portarsi via il cellulare, trascurando sia l’orologio che i contanti aveva in tasca. Sono nuovi gli scenari emersi nelle ultime ore sull’omicidio di via Macchi, avvenuto alle 18.30 di sabato lungo un percorso pedonale ricavato sotto le impalcature di un cantiere edile all’angolo con via Scarlatti.

Il professionista è arrivato in treno in Centrale circa tre ore prima di essere ucciso. Secondo gli inquirenti con ogni probabilità sarebbe subito ripartito, visto che nella 24 ore aveva solo documenti e una miniconfezione di biscotti; niente vestiti, niente oggetti personali che possano far pensare a una permanenza di qualche giorno. Quello che sembrava nelle prime ore il movente più plausibile dell’agguato  – il fendente mortale durante un tentativo di rapina finito in maniera tragica – è via via finito sullo sfondo nel corso della giornata di ieri, pur rimanendo una pista da non escludere del tutto; ritenuto più verosimile un raid al culmine di una lite con una persona che Ansaldi conosceva. Gli accertamenti investigativi hanno fortemente depotenziato pure l’altra ipotesi di sabato sera, considerata ora altamente improbabile: cioè che gli aggressori del medico fossero gli stessi, descritti come nordafricani sui trent’anni, che un quarto d’ora dopo hanno rapinato di telefono e Rolex il settantaduenne Anacleto Giriolo (per poi scappare in metrò a Lima e sparire nel nulla prima del capolinea di Bisceglie) mentre stava rincasando in via Settembrini, a circa trecento metri di distanza dal luogo del blitz letale. Da qui ne è discesa una conseguenza logica: forse Ansaldi non è stato un bersaglio casuale, ammazzato per caso da un balordo in cerca di una facile preda da derubare. Forse il killer (o i killer) è qualcuno che lui conosceva bene e con il quale si era dato appuntamento nel pomeriggio di sabato per discutere di una questione molto importante.