Tragedia in Parrocchia: Elena, 36 anni, ed il figlio di 6 muoiono intossicati

Tragedia in Parrocchia: Elena, 36 anni, ed il figlio di 6 muoiono intossicati

Le esalazioni della stufa a gas non hanno dato scampo alla giovane vedova ed al piccolo Francesco


VELLETRI – Una morte tragica, avvenuta in una stanza della Parrocchia gestiti dall’Associazione San Girolamo Emiliani. Le esalazioni della stufa a gas non hanno dato scampo. Così sono morti Elena Catalina Pinzaru, 36 anni, e il figlio F. di appena 6 anni.

La storia di Elena

Una storia drammatica la loro. Elena veniva dalla Romania. Vedova, come scrive sul suo profilo Facebook, a 36 anni faceva la badante a Roma, e questo le permetteva di mantenere il suo bambino. Fino a che non ha perso il lavoro, quindi la possibilità di mantenere un tetto per lei e il suo piccolo. La comunità San Girolamo Emiliano onlus a Velletri l’ha aiutata. Doveva essere una sistemazione temporanea ed invece il lockdown ha allungato i tempi.

La tragedia

Ieri la tragedia. L’odore di gas provenire dalla loro stanza ha dato l’allarme, poi la scoperta dei corpi senza vita di Elena e del figlio di 6 anni. Gli agenti di polizia, che indagano, stanno cercando di capire che cosa possa aver portato al decesso di entrambi. Si stanno facendo anche accertamenti sul fungo a gas utilizzato per riscaldare lo stanzone in cui due dormivano. Esclusa l’ipotesi dell’estremo gesto di Elena. Più probabile quella di un malfunzionamento.

Velletri sotto choc

La morte di mamma e figlio ha lasciato Veleltri sotto choc. Il sindaco Orlando Pocci ha così commentato su Facebook: “Una tragedia che non trova posto nelle nostre teste frastornate dal silenzio senza fine di Elena e Francesco Attoniti cerchiamo una spiegazione a quello che è accaduto anche se non servirà a molto, forse solo ad aggravare quel senso di impotenza che sto provando e con me la Città intera”.

“Conoscevamo la fragilità di Elena, abitavano un luogo accogliente sia pure essenziale, come tante altre persone hanno fatto prima di loro, in attesa di una sistemazione che era ormai prossima. – sottolinea il sindaco – Una burocrazia cinica aveva ritardato il trasferimento presso un appartamento, non c’è stato il tempo, il destino si è preso gioco di tutti noi e ha portato via quella speranza che avevano riposto sulla nostra comunità. Una sconfitta senza ritorno”.

FONTE: ROMATODAY.IT