Zona rossa per il campo Rom di Scampia, la protesta degli abitanti: “Dobbiamo uscire per far mangiare i nostri figli”

Zona rossa per il campo Rom di Scampia, la protesta degli abitanti: “Dobbiamo uscire per far mangiare i nostri figli”

Poche settimane fa all’interno della baraccopoli si contavano circa 95 positivi, numero che oggi è quasi dimezzato


SCAMPIA – Dopo aver saputo, questa mattina, del prolungamento della loro zona rossa fino al 19 dicembre, i 700 abitanti del campo rom sulla circumvallazione esterna tra Secondigliano e Scampia non hanno fatto attendere le proteste. Si sono radunati all’esterno dei cancelli della baraccopoli per esprimere il proprio dissenso. Poche settimane fa all’interno del campo si contavano circa 95 positivi, numero che oggi, dopo i nuovi tamponi, è quasi dimezzato.

Questo “buon risultato” sarebbe alla base della protesta: “Siamo rimasti nelle baracche – dicono – ed abbiamo dimezzato i positivi. Ora non possiamo restare chiusi dentro perché siamo completamente isolati. Vogliamo aiutare chi ha ancora il Covid e per questo siamo disposti ad uscire per portargli da mangiare. Vogliamo fare anche collette tra di noi nel campo, ma non possiamo restare chiusi dentro. Questa non è più zona rossa e De Luca non ci può trattenere”

Si difendono inoltre dalle accuse che gli sono state mosse secondo cui gli abitanti del campo non stessero rispettando le misure imposte loro: “Non è vero che siamo usciti – ribadiscono – e non abbiamo neanche tentato di farlo. Ma adesso non possiamo restare chiusi dentro per un altra settimana. Abbiamo bisogno di uscire per far mangiare i nostri figli e dopo il secondo tampone negativo, possiamo farlo in sicurezza. Non è giusto che ci tengano ancora reclusi dopo che i positivi stanno diminuendo”.