«Ad Auchan Giugliano aperta profumeria della famiglia del boss Michele Zagaria» La denuncia di Marilena Natale

«Ad Auchan Giugliano aperta profumeria della famiglia del boss Michele Zagaria» La denuncia di Marilena Natale

All’interno dell’attività c’è Carminotto Zagaria, fratello di “capastorta”


GIUGLIANO«Da dove provengono i soldi per le attività della famiglia Zagaria?» Se lo chiede la collega Marilena Natale che con un post sui social denuncia l’ennesima apertura di una attività commerciale, stavolta all’interno del parco commerciale Auchan di Giugliano. Un corner di profumi riconducibile a Carmine Zagaria, fratello del boss del clan dei Casalesi, Michele.

Il post di Marilena Natale

«Carminotto Zagaria, fratello del più noto criminale Michele alias capastorta, dopo essere stato condannato e aver giustamente scontato la pena per associazione mafiosa, è tornato da tempo in libertà. Fin qui, nulla questio. Dove nascono i problemi? Sarebbe cosa buona e giusta verificare dove prende i soldi la famiglia Zagaria per aprire nuove attività commerciali.

Qualche tempo fa vi abbiamo parlato di un negozio di essenze di profumi aperto dalla sorella Gesualda, alias Gesú, sul corso principale di San Marcellino. Ora, per puro caso, entrando nel parco commerciale di Giugliano in Campania, ho scoperto che, in una piazza, c’è una nuova attività degli Zagaria.

Ovviamente ho fatto i dovuti riscontri, e ho scoperto che la partita Iva della seconda attività è sempre intestata a Gesualda Zagaria ed il contratto per lo stand è stato firmato direttamente a Milano.

È bene ricordare che gli Zagaria hanno da vari decenni ottimi rapporti con il mondo imprenditoriale meneghino: vedi il ben noto congiunto Pasquale Zagaria, alias Bin Laden, e le sue aderenze lombarde in quanto ad affari immobiliari e commerciali, ottenuti grazie ai rapporti familiari con i parmensi di origine, i Bazzini.

I due negozi, quello di San Marcellino e lo stand in galleria a Giugliano, saranno forse lo specchio per le allodole per chi ha il dovere di indagare e avere una “copertura” formale per giustificare entrate ed eventualmente mettere un sigillo all’azione della Magistratura in quanto a misure di prevenzione? In soldoni: se le misure di prevenzione dispongono il sequestro di tutto, gli Zagaria hanno un apparente giustifica formale di entrate economiche intestate agli Zagaria stessi.

Sarebbe bello capire i bilanci e le durate di queste attività. L’aggressione ai patrimoni mafiosi è il futuro delle indagini delle DDA italiane. Il sopore del periodo attuale non può distogliere l’azione di chi può fare tanto per “liberare” la nostra terra.

Gli Zagaria hanno una rete di protezione e di complicità imprenditoriali di colletti bianchi da far paura e tutto avviene anche alla luce del sole. Sono e restano indisturbati, il buon “cassiere” Carminotto, ritratto nelle foto, per eludere le intercettazioni ambientali “viaggia” in bicicletta e usa la presenza fisica nel paese di origine per dimostrare che gli Zagaria a Casapesenna sono vivi e vegeti più che mai.

C’è una schiera esagerata di persone intonse dal punto di vista giudiziario e penale che ha nelle mani la gestione del patrimonio economico degli Zagaria. La foto che mi ritrae è semplicemente per dimostrare che io stessa sono stata sul posto e che nessuno ha la colpa di avermi detto qualcosa.

Ah, per quanto riguarda il negozio di San Marcellino, più volte abbiamo chiesto chi è il professionista che ha firmato la scia di apertura. Ma la nostra richiesta, resta, a tutt’oggi, lettera morta».

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