Covid in Italia, da domenica nessuna regione in zona rossa: ecco i nuovi colori

Covid in Italia, da domenica nessuna regione in zona rossa: ecco i nuovi colori

Da domenica, in base ai dati del monitoraggio raccolti tra il 18 e il 24 gennaio, potrebbe esserci il cambio di colore 


ITALIA – Almeno tre giorni di nuovo in giallo e, forse, nessuna in rosso. A meno di 48 ore dal nuovo monitoraggio settimanale che gli esperti della cabina di regia illustreranno venerdì pomeriggio, è questa la geografia dei colori che va delineandosi per l’inizio di febbraio.

Da domenica infatti, in base ai dati del monitoraggio raccolti tra il 18 e il 24 gennaio Lazio, Liguria e Veneto potrebbero abbandonare l’arancione per raggiungere Campania, Basilicata, Molise, Provincia autonoma di Trento e Toscana in zona gialla. Un gruppone a cui potrebbero aggiungersi in molte, ma in testa ci sono Emilia-Romagna, Marche e Sardegna, con quest’ultima interessata da un’operazione di rivalutazione dei parametri. Per la certezza assoluta è presto ma, a leggere gli ultimi dati che parlano di un -4% a livello nazionale in termini di occupazione delle strutture ospedaliere, tutto sembra viaggiare nella direzione di un alleggerimento delle restrizioni diffuso.

Nel Lazio ad esempio, si può guardare con fiducia a tutti e 3 i parametri principali: sono in calo sia il tasso di incidenza dei contagi ogni 100mila abitanti che i casi giornalieri quanto, soprattutto, il tasso di occupazione delle terapie intensive e dei ricoveri ospedalieri. In attesa dei numeri settimanali i dati regionali sono migliorati giorno per giorno tenendosi entro le soglie stabilite. Vale a dire che non superano il 30 per cento di occupazione per le terapie intensive, il 40 per cento per i posti occupati nei reparti ordinari e che l’indice Rt è sotto uno. Quest’ultimo già attestatosi a 0,94 la scorsa settimana rende ottimisti gli esperti della Regione. Al punto che nonostante sarebbero necessari 14 giorni di permanenza in uno scenario di rischio inferiore rispetto a quello che ha determinato lo spostamento in fascia arancione (il conteggio per il Lazio parte dalla settimana scorsa) dai tecnici della Regione il passaggio è considerato ormai una certezza.
Un discorso simile interessa Veneto e Liguria, vantando entrambe dati in discesa. Il primo in particolare, come chiarito dal governatore Luca Zaia “da calcoli fatti in casa” avrebbe un “Rt pari a 0,62”. A sperare nel salto però c’è anche l’Emilia-Romagna che ha tutti i dati in calo eccetto l’occupazione dei reparti di terapia intensiva, che rimane stazionario attorno al 30%, pochissimo sopra la media nazionale. Fiducia anche per l’altra regione isolana. La Sicilia, ora in zona rossa per scelta del governatore Nello Musumeci, avrebbe ormai dati tali da permettere di essere reinserita in giallo. A chiarirlo è l’assessore alla Salute Ruggero Razza (“I ricoverati sono il 3 per cento degli attuali positivi. In terapia intensiva si trovano 228 persone, l’1 per cento del totale dei positivi”) che ha anche spiegato come «L’Isola si trovi al di sotto di entrambi i parametri» che riguardano la permanenza nelle strutture sanitarie. Un ottimismo che potrebbe interessare l’unico altro territorio in zona rossa, la provincia autonoma di Bolzano. La situazione qui però è più delicata perché a fronte di una buona risposta del sistema sanitario negli ultimi giorni sono saliti notevolmente i nuovi casi (addirittura +36% ieri). Numeri altalenanti che però non è detto siano sufficienti a tenere l’area in zona rossa.