Emergenza all’Ospedale del Mare: mancano barelle, pazienti assistiti anche sulle sedie

Emergenza all’Ospedale del Mare: mancano barelle, pazienti assistiti anche sulle sedie

“Così ci prepariamo alla terza ondata”.


NAPOLI – Emergenza barelle nel pronto soccorso dell’Ospedale del Mare dove in questi giorni si è verificato un boom di accessi. Sabato sera un infermiere guardando le lettighe sistemate in ogni angolo ha sospirato: “Così ci prepariamo alla terza ondata”.

La paura, infatti, è che in queste condizioni sarà sempre più complicato dividere i positivi al Covid da quelli negativi. Si sono contati nel weekend 16 persone in attesa di triage e ben 60 in visita. Il tutto in un’area che in teoria ne potrebbe contenere appena 14. Risultato: tutte le barelle occupate e pazienti costretti ad attendere il proprio turno anche seduti sulle sedie dove ricevono la prima assistenza. Attualmente l’area del pronto soccorso (codici gialli e rossi) non ha una zona per i Covid, ma solo una accettazione (ex codici bianchi) dove viene effettuato il tampone rapido. I positivi sono spostati in medicina d’urgenza e in caso di necessità al Covid Hospital modulare, realizzato nel parcheggio dell’ospedale di Ponticelli.

“Tra un po’ arriverà il picco dell’influenza stagionale e non sapremo come fare”, dice un medico. A complicare la situazione il guasto alle tac. Da dieci giorni ne funziona solo una. Anche questo rallenta gli accertamenti clinici. “Pensate che per ogni paziente positivo al Covid impieghiamo circa un’ora, tra esame e sanificazione della Tac”, spiega un dipendente del nosocomio. La paura è che se nei prossimi giorni continueranno ad aumentare gli accessi, non si riuscirà più a garantire ancora una separazione tra chi è affetto dal virus e chi no. Con tutti i rischi che questo comporta. Secondo il bollettino diffuso ieri dall’Asl Napoli 1 Centro, nell’ospedale sono ricoverati 10 pazienti Covid in terapia intensiva (16 i posti totali), 8 in sub intensiva dove non c’è più posto e 34 (su 39 totali) in degenza. Numeri che fotografano una situazione tutt’altro che serena e che chiama in causa i vertici dell’azienda sanitaria Asl Napoli 1 Centro da cui dipende l’ospedale. E proprio oggi, come già programmato agli inizi di dicembre, il direttore generale dell’Asl, Ciro Verdoliva, avvierà un Audit (una sorta di verifica) proprio nel pronto soccorso dell’Ospedale del Mare.

“Per individuare le opportunità di miglioramento e introdurle nella pratica professionale – così è stato annunciato nella nota inviata all’ospedale – finalizzato ad una analisi critica e sistematica della qualità della assistenza medica”. La verifica sarà effettuata da un gruppo misto di esperti del pronto soccorso anche con esterni provenienti d altre aziende. È chiaro che al di là di quanto affermato nella nota interna si tratta di una ispezione “camuffata” che dovrebbe durare circa due settimane. Ospedale dove tra l’altro, si sono verificate anche nuove infiltrazioni di acqua dopo la pioggia di questi giorni. Come se non bastasse, da giorni nel pronto soccorso manca il caposala che è in malattia. Ad alimentare la tensione anche lo scontro sui trasferimenti. Polemica alimentata nelle scorse settimane dal sindacato Usb che ricorda che “il protocollo aziendale del 2018 che stabiliva che per i trasferimenti esterni si esentava il personale di pronto soccorso e Mecau”. Ma così non avviene e in caso di necessità, per portare i pazienti in altri ospedali per esami, come accaduto quando le Tac erano entrambe fuori uso, o anche per trasferire i pazienti Covid nelle cliniche private, si usa il personale infermieristico dell’area emergenza. “In pratica siamo costretti ad abbandonare il nostro posto di lavoro” accusa un dipendente.