Focus Napoli v Spezia. Suicidio partenopeo e lo Spezia fa festa al Maradona

Focus Napoli v Spezia. Suicidio partenopeo e lo Spezia fa festa al Maradona

Nella prima del 2021 al Maradona, il Napoli perde tre punti fondamentali per la rincorsa al vertice. Lo Spezia passa a Fuorigrotta per 2:1, ribaltando lo svantaggio iniziale firmato Petagna, con le reti di N’Zola su rigore e Pobega, gol segnato in inferiorità numerica, per l’espulsione di Ismajli.


Lozano cilecca contro lo Spezia

NAPOLI – In soli tre giorni il Napoli riesce a vanificare quanto di buono visto e fatto a Cagliari, suicidandosi calcisticamente contro lo Spezia, a cui regala tre punti che potevano lanciare gli azzurri in piena bagarre Scudetto, considerati i risultati del pomeriggio e lo scontro diretto tra Milan e Juventus. Finisce 2:1 per i liguri che riescono a ribaltare il momentaneo vantaggio di Petagna (58′) prima con il penalty realizzato da N’Zola (68′) e subendo il gol dello svantaggio, in superiorità numerica, da Pobega (81′).

COSA E’ PIACIUTO 

Cosa si può e si deve salvare da una sconfitta interna contro lo lo Spezia? Niente, assolutamente niente. Volendo trovare una nota positiva, giusto per non lasciare vuota la sezione delle cose che son piaciute, si può sottolineare la rete di Petagna, entrato nella ripresa, riuscito nell’impresa eccezionale di superare la “granitica” difesa dello Spezia e battere l’invalicabile, fino a quel momento, Provedel. Un gol che fa numero per le statistiche, che fa morale per lo stesso Petagna, ma non serve per portare punti in classifica.

COSA NON E’ PIACIUTO

Ad un certo punto, abbiamo smesso di contare il numero di tiri verso la porta di Provedel effettuati del Napoli. Tra tentativi più o meno pericolosi saranno stati più di venti. Non sufficienti per la vittoria. Tutto quello che si era detto di buono contro il Cagliari, circa la bontà della produzione offensiva tradotta in gol, immediatamente smentito. Errori da principiante che denotano uma mancanza di concentrazione purtroppo palesata anche in altre circostanze. Le assenze non sono un alibi. Non si dica che per battere lo Spezia c’era bisogno di Mertens o Osimhen; i vari Insigne, Politano, Zielinski, Lozano e Petagna sarebbero stati più che sufficienti. Almeno sulla carta. Un peccato. Un suicidio. Tre punti che potrebbero pesare nel computo finale della classifica.

Limiti non solo in attacco. In difesa il Napoli riesce a fare anche peggio. Il solo N’Zola basta ed avanza per mettere a ferro e fuoco la difesa del Napoli, riuscendo in dieci minuti nell’impresa che alla batteria di attaccanti partenopea non è riuscito in tutta la partita. Il francese trasforma il rigore prima e, trascinandosi dietro la difesa azzurra, crea i presupposti per il raddoppio di Pobega. A prescindere dei meriti dell’attaccante spezino, i meccanismi difensivi (abbastanza rivedibili) andrebbero incrinimati per favoreggiamento: prendere il secondo gol, in superiorità numerica è assurdo, per non parlare della reattività sulla respinta sul palo colpito da N’Zola. Uno scempio.

C’era da approfittare dello stop dell’Inter e di uno scontro diretto tra Milan e Juventus. Una squadra con una mentalità vincente avrebbe fatto un solo boccone dello Spezia, al contrario, stiamo commentando l’ennesimo stop interno del Napoli che, con il pareggio contro il Torino, lascia cinque punti per strada di importanza cubitale. Una mentalità che non si vede nè nei giocatori, nè nell’allenatore, il che, conoscendo Gattuso, è un’aggravante non da poco. La sconfitta di stasera, sancisce, al 99%, l’uscita del Napoli dal discorso Scudetto, nel quale gli azzurri avrebbero potuto e dovuto dire la loro, considerate le avversarie. Questa squadra, così fragile nei reparti ed instabile psicologicamente, non è da Scudetto, nè può diventarlo nel breve periodo (vana speranza il contrario) e, a questo punto, ci sarà da lottare (e parecchio) anche per conquistare una posizione-Champions.

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