Focus Udinese v Napoli. Miracolo a nord-est, il colpo da tre punti è di Bakayoko

Focus Udinese v Napoli. Miracolo a nord-est, il colpo da tre punti è di Bakayoko

Vittoria insperata Napoli alla Dacia Arena, conquistando tre punti di fondamentale importanza per la rincorsa alla Champions. Al rigore di Insigne risponde Lasagna, approfittando di un grave errore difensivo. La risolve Bakayoko con un gran colpo di testa, per tre punti al termine di una gara comunque deludente


Bakayoko, match-winner alla Dacia Arena

UDINE – La decide Bakayoko sul filo di lana, il colpo di testa del mediano (90′) permette al Napoli di fare cassa al Friuli, al termine di una partita al limite dell’inguardabile. Nel primo tempo al calcio di rigore di Insigne (15′) risponde Lasagna (27′); un equilibrio rotto, come detto, solo nel finale, grazie al centrocampista ex-Milan. Una vittoria vitale, che consente ai partenopei di tenersi a stretto contatto con il quarto posto.

COSA E’ PIACIUTO

Per come si erano messe le cose, anche un pareggio andava visto come punto guadagnato, al termine di una partita davvero di basso livello. Sono arrivati addirittura tre punti, immeritati, ma che evitano di aprire scenari di crisi. Era una partita sporca, contro un Udinese tonica atleticamente ma incapace di assestare il colpo del K.O. ad un Napoli agonizzante. La classifica sorride ancora e vede ancora il Napoli eleggibile per un ruolo da protagonista per il raggiungimento del quarto posto. Ma non questo Napoli che oggi è stato baciato, almeno per una volta, dalla dea bendata.

Lozano è stato il migliore dei suoi o, per meglio dire, il meno peggio. Nella prima parte del primo tempo, ossia il periodo di maggior ispirazione della squadra azzurra, tutte le azioni più pericolose partono o foniscono sempre da lui. E’ il messicano che si procura il penalty, è lo stesso numero 22 che chiama Musso a due interventi fondamentali per evitare il raddoppio. Una spina del fianco sempre e comunque, che gioca troppo lontano e defilato dall’area di rigore, nel quale avrebbe modo di fare più male alle difese avversarie. Strani compiti tattici, al contrario, gli impongono di sacrificarsi fin troppo spesso in ripegamenti difensivi estenuanti. Giocatore che oggi è l’unica luce accesa in grado di indicare la strada da seguire, ma che in pochi seguono.

 

COSA NON E’ PIACIUTO

Imbarazzante la prova di squadra, incapace di cambiare marcia e mettere la grinta necessaria per sopraffare l’avversario. Oggi l’Udinese è stata superiore per atteggiamento mentale e superiorità atletica, ma penalizzata solo dal risultato. Se Gattuso voleva delle risposte di carattere dalla partita di oggi, farebbe bene a godersi i tre punti e a non farsi troppe domande su cosa sia successo al Friuli o come. Il suo Napoli è stanco, sicuramente, ma svogliato sia come collettivo, ma anche in qualche suo singolo sul quale il mister dovrebbe fare alcune riflessioni.

Non male (si far per dire) il biglietto da visita di Rrhamani come titolare. Il kosovaro si rende protagonista, suo malgrado, di una prova disatrosa durata, per sua fortuna, del Napoli e di Gattuso, solo un tempo nel quale si fa fatica a trovare una sola cosa buona fatta dall’ex-Verona. L’errore madornale che manda in porta Lasagna è solo l’ouverture di un concerto fatto di insicurezze, sbagli e orrori di ogni genere. Con Maksimovic (subentrato a Manolas) causa tachicardia ad ogni pallone che aleggia dalle parti della difesa. E’ solo demerito dell’Udinese non essere riuscita a fare più di un gol contro una delle difese più raffazzonate del campionato. Dispiace per il ragazzo, sicuramente un buon calciatore, ma arrivare così impreparato all’esordio da titolare implica anche un certo disagio che si vive negli ultimi tempi in questa squadra. Probabilmente, in altre circostanze, sarebbe andata diversamente.
Saggia la scelta di Gattuso di risparmiargli ulteriori umiliazioni, evitando ulteriori danni alla già malandata squadra.

L’emblema della situazione di Ruiz è in una sua “giocata” al termine del primo tempo: ricevuta palla sull’out esterno di sinistra, prima di trovare l’idea giusta gira due volte su stesso, cincischiando sul pallone, giocandolo poi all’indietro sul compagno vicino. Ecco, dieci secondi di buio, durante il quale lo spagnolo non aveva alcuna idea di cosa farsene del pallone, il difetto che si porta dietro da quando gioca all’ombra del Vesuvio. Calciatore sicuramente valido, ma non funzionale alla struttura di gioco che Gattuso vorrebbe e sul quale lo stesso mister dovrebbe prendere una decisione forte. Fabian in questo Napoli, o come vuole che giochi Gattuso, non va bene ed è inutile girarci intorno. O si cambia schema per valorizzarlo, o si cambia il mediano per valorizzare lo schema. Impossibile avere, allo stesso tempo, botte piena e moglie ubriaca.

Se Atene piange, Sparta non ride. Nel senso che se Fabian non ha brlllato, la partita di Bakayoko è salvata dal colpo di testa in extremis. Prima del gol-vittoria, il guineiano ha rappresentato l’altro argine di metà campo, molto facile da saltare e superare, settore diventato appannaggio esclusivo delle ripartenze friulane. Raramente si è visto il Napoli essere preso d’infilata così tante volte e pre altrettante volte graziato dall’inconsistenza offensiva dell’Udinese. De Paul e Mandragora sembravano imprendibili per lo spagnolo e lo stesso Bakayoko, entrabi con un passo fin troppo cadenzato per tenere testa alle marce alte delle mezze ali dell’Udinese. Fortuna che davanti c’era un Lasagna non in vena di far male, tranne quando è stato gentilmente invitato al gol da Rrhamani. Qualcosa di meglio si è ottenuto con l’ingresso di Elmas che, a differenza dei due titolari, garantisce più dinamismo.

Il rapporto tra tiri effettuati e gol segnati è probabilmente tra i più bassi d’Europa, un difetto atavico che Lorenzo Insigne si porta dietro da tantissimi anni. Ottimo negli assist ma insufficiente quando c’è da insaccare. Alla Dacia Arena, rigore a parte, il numero 24 ha tirato almeno sei-sette volte e solo una volta ha trovato Musso; troppi i tentativi che il capitano manda sistematicamente a vuoto: ciabattate anonime e tiri senza sostanza che quasi mai hanno rappresentato un problema. Giocatore visibilmente stanco, quasi mai toccato dal turnover, andrebbe messo a riposo per recuperarne la lucidità, se non in zona gol, almeno nella capacità di attivare gli altri colleghi di reparto, fattore che ad Udine è mancato palesemente.

Sperando non sia nulla di grave, l’infortunio di Manolas è l’ennesimo che colpisce il Napoli nelle ultime settimane, riducendo all’osso la rosa. Si gioca davvero tanto e la stanchezza inizia a divantare un fattore che fa la differenza. Il problama è che siamo solo a Gennaio e si gioca ogni tre giorni nonostante non ci siano le coppe europee. Come arriverà il Napoli a Febbraio-Marzo. E pensando soprattutto alla SuperCoppa ormai alle porte, alla quale si spera di arrivare con qualche giocatore recuperato. Altrimenti sono dolori.

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