Il documentario “Gente di Napoli” premiato è finalmente visibile a tutti

Il documentario “Gente di Napoli” premiato è finalmente visibile a tutti

Vincenzo De Simone si aggiudica il premio del Festival di Salerno con il suo documentario sul capoluogo partenopeo


foto: Paul Postema / Unsplash

Il Festival del Cinema di Salerno, la cui prima edizione risale al 1946, ha premiato il giovane fotografo, produttore e psicologo Vincenzo De Simone con la sua opera prima “Gente di Napoli”. Un premio prestigioso visto che è stato selezionato su oltre mille pellicole internazionali che ogni anno arrivano al Festival stesso. 

Il documentario, che vede alla regia Maurizio di Nassau e Luciano Ruocco, prende spunto dall’omonima mostra fotografica di Vincenzo De Simone. Scatti di persone importanti e comuni che descrivono il loro rapporto con la città partenopea: Napoli. Tra i volti noti troviamo Alberto Angela, Erri De Luca, Luigi De Magistris, Sal Da Vinci, Francesco Paolantoni, Peppe Barra e tanti altri. 

La mostra ha girato l’Italia ed è stata recensita anche da testate giornalistiche di prim’ordine, quali Repubblica e Il Mattino. Il progetto fotografico trae ispirazione da quello di Vincenzo Noletto, intitolato “Humans of Naples” (2013). De Simone riprende il lavoro del suo predecessore e lo allarga, indagando la psicologia delle persone, le motivazioni per cui si sentono vicine alla città e il modo in cui ci si rapportano. 

RETTIFICA SU RICHIESTA DI VINCENZO DE SIMONE: Il dominio relativo al progetto di Noletto risultava essere registrato in data 24.01.2014 ma avviato soltanto in un secondo momento (così come la pagina Facebook, lanciata ben due settimane dopo quella del sottoscritto)  non c’era assolutamente modo potessi ispirarmi a questo progetto non avendo alcun modo di poter venire a conoscenza dello stesso.

Entrambi i progetti traggono l’ispirazione dall’originale americano di Brandon Stanton, non certo l’uno dall’altro. I progetti che, sotto diverso nome, portiamo avanti sono esclusivamente dei napoletani e realizzati in favore della nostra città: proseguiamo entrambi su questa strada, cercando finalmente di fare qualcosa di costruttivo al fine di rilanciare l’immagine di una città troppo spesso bistrattata e denigrata.

Nel documentario tutto questo viene amplificato attraverso il video. Si esplora il rapporto con il cibo, con il territorio, il mare e l’arte. Napoli diventa ricettacolo di amori, ossessioni e odii, che si ritrovano in una pellicola scarna, dallo stile asciutto. I protagonisti che vengono ripresi presentano un trucco molto naturale, essenziale, quasi a trasmettere un senso di disagio e ambientazione in un contesto difficile. Un particolare che stupisce.

Secondo quanto riportato dal sito SuperBelle: “Nell’industria del cinema il trucco è parte integrante della prova attoriale. Si pensi a Danny De Vito in “Batman il ritorno”, la sua interpretazione del Pinguino sarebbe stata impossibile senza un make up perfetto che con tecniche di countouring e strobing sono riusciti a illuminare il viso e far risaltare gli zigomi e gli occhi con illuminanti, fondotinta e ombretti adatti. Senza trucco non ci sarebbe stato un Pinguino verosimile”. 

Eppure Vincenzo De Simone ha deciso di lasciare il più possibile i suoi personaggi in una dimensione di umanità familiare e calorosa, simile al cinema partenopeo di Nino D’Angelo e Mario Merola. Un cinema naturalistico, a cui ha aderito anche il primo cittadino di San Giorgio a Cremano, Giorgio Zinno, grande sostenitore del documentario: 

Lo proietteremo anche nella nostra città, durante eventi pubblici o nelle scuole, in quanto esso rappresenta un’analisi psicosociale che riesce a rafforzare interazione e scambio con chi continua a impegnarsi e ad investire nella crescita di Napoli. Sono orgoglioso della nostra gioventù e delle nostre risorse perché esse rappresentano una ricchezza per l’intera comunità. Questo premio dimostra anche come con l’impegno e la volontà si possono ottenere grandi risultati“.

Per il momento, finché non si avranno notizie per le disposizioni anticovid, “Gente di Napoli” sarà visibile online tra febbraio e marzo, attraverso il sito del Festival Internazionale di Salerno