Il racconto commosso di Gaetano, gambizzato a Sant’Antimo: “Non mi arrendo ma è difficile”

Il racconto commosso di Gaetano, gambizzato a Sant’Antimo: “Non mi arrendo ma è difficile”

“Siamo noi ventenni, che combattiamo ingiustizie e soprusi, che dobbiamo mettere fine a queste violenze”


NAPOLI – Nella mattinata dell’11 gennaio il Consigliere Regionale di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli ha fatto visita a Gaetano Barbuto, il ragazzo di Sant’Antimo gambizzato lo scorso settembre, per mostrargli, ancora una volta, il proprio sostegno e rilanciare la raccolta fondi che potrà permettere a Gaetano di poter acquisire le gambe bioniche che gli consentiranno di tornare a camminare.

Assieme al Consigliere Borrelli, a fare visita a Gaetano c’è stato anche Eduardo Di Napoli, il ragazzo napoletano a cui nel 2017 fu incendiato il bar dalla camorra e che egli ha denunciato facendo arrestare e condannare gli autori dell’azione criminale, venendo però poi abbandonato dal quartiere finché non si è creata una mobilitazione pubblica promossa dallo stesso Borrelli, dal conduttore radiofonico Gianni Simioli e dallo scrittore Maurizio De Giovanni.

“Ho voluto conoscere Gaetano e mostrargli la mia solidarietà. È una grande persona, mi ha colpito moltissimo la sua forza. Siamo noi ventenni, che combattiamo ingiustizie e soprusi, che dobbiamo organizzarci e metterci insieme per mettere fine alla cultura dilagante della violenza e dalla criminalità.”- sono le parole di Eduardo.

“La mia è una situazione difficile. Ciò che più mi avvilisce è il dover essere aiutato in ogni azione quotidiana, anche la più semplice, però non mi arrendo. Ho letto e visto di storie simili alla mia, quelle persone sono riuscite ad andare avanti e ad avere una vita normale. Ci riuscirò anche io.”- racconta Gaetano.

“Eduardo e Gaetano sono due ragazzi simbolo del riscatto, della voglia di non arrendersi e delle vittime della violenza e della criminalità del nostro territorio.

Senza pene certe e punizioni esemplari sarà difficile mettere fine alla camorra, alla cultura che la inneggia, e la violenza dilagante nelle nostre città. Se non si prenderanno seri provvedimenti, facendo dei cambiamenti anche nelle norme, allora le vicende di Gaetano e di Eduardo saranno state vane e questo non lo si può consentire.

Ancora attediamo che saltino fuori i responsabili per ciò che è stato fatto a Gaetano, bisogna che venga fatta giustizia. Chi sa o ha visto qualcosa, deve farsi avanti.

Il nostro obiettivo principale, ora, è quello di aiutare Gaetano a tornare a mettersi in piedi e a camminare, se lui si alza in piedi lo fa tutta quella parte del territorio messo in ginocchio dalla criminalità, dai soprusi e dalla violenza. Sarebbe un riscatto della nostra terra.

Per camminare ha bisogno di gambe bioniche il cui costo è molto alto, per questo dobbiamo aiutare la sua famiglia a raggiungere la cifra richiesta donando quel che si può alla raccolta fondi appositamente organizzata.”- sono le parole del Consigliere Borrelli.