Il rider rapinato a Napoli, lo scooter era della figlia: “Voglio giustizia”

Il rider rapinato a Napoli, lo scooter era della figlia: “Voglio giustizia”

L’umo chiede alle forze dell’ordine che ritrovino il motorino


NAPOLI – Gianni, questo è il nome del rider che ieri ha subito la rapina a Calata di Capodichino, l’uomo ha 50 anni e le immagini della sua rapina hanno fatto il giro dei social e indignato tante persone. A distanza di 24 ore, emergono nuovi dettagli: lo scooter era della figlia.

L’uomo, come riportato da Fanpage, dopo aver fatto denuncia al commissariato di Secondigliano, ha preso l’automobile del titolare ed ha ripreso a fare le consegne. Una tenacia che già dal video si evinceva, con l’uomo che ha disperatamente lottato in ogni modo per difendere il motorino, e che solo la forza prevaricante di sei persone, unite contro di lui, alla fine ha avuto la meglio. Ma l’uomo, pur con tutte le botte prese, ha ripreso a fare le consegne, per guadagnarsi ancora una volta il pane.

L’altro aspetto riguarda lo stesso Gianni: il 50enne infatti è un disoccupato napoletano che utilizzava il motorino della figlia per fare le consegne. E che ora chiede giustizia. “Non me ne frega del mezzo”, ma chiede che venga fatta giustizia e che le forze dell’ordine li trovino. Quello che gli è capitato, infatti, può accadere praticamente a chiunque. Gianni, come ricostruito da Fanpage.it, in passato aveva lavorato all’Auchan, nel reparto macelleria, ma poi per tagli fu licenziato. Il motorino su cui faceva le consegne era un regalo per i 18 anni della figlia. In Rete è anche nata una raccolta fondi per ricomprargli un motorino, che in pochi minuti ha superato i seimila euro.