Luciano, ucciso dal figlio della compagna: il post commovente della figlia 19enne

Luciano, ucciso dal figlio della compagna: il post commovente della figlia 19enne

Il figlio della compagna è adesso in carcere


BACOLI –  Due giorni fa la notizia del ritrovamento del cadavere di Luciano Caronte, 60enne residente a Bacoli, insieme alla compagna ed ai figli della donna. Dopo 24 ore dalla scoperta del corpo, il figlio della compagna della vittima Danilo Illiano, è stato arrestato e condotto al carcere di Poggioreale in attesa di giudizio.

LA RICOSTRUZIONE

La vittima presentava una ferita da arma da taglio al centro del petto, probabilmente inferta da un coltello da cucina. Secondo le prime ricostruzioni l’ipotesi più accreditata sarebbe quella di un omicidio da parte del figlio 30enne della compagna, affetto da problemi di natura psichiatrica.  L’uomo era stato trovato da solo all’interno della sua abitazione ed è deceduto durante le operazioni di rianimazione da parte del personale sanitario intervenuto su richiesta dei Carabinieri.

IL POST DELLA FIGLIA DELLA VITTIMA

Alessia Caronte, figlia della vittima Luciano Caronte, ha espresso il suo dolore per la prematura scomparsa del padre attraverso un commovente post sul proprio canale Facebook:

“Sono l’uomo che cammina con te
un po’ forte un po’ debole
ora in me tu puoi credere
senza troppi perchè
al mio fianco ancora tu resterai
di fiducia ti nutrirai
nei miei occhi tu guarderai
e ti accorgerai che
vivo solo dove vivi tu
e respiro se respiri tu
non ci sono ma e nemmeno se
quando scelgo te e tu scegli me.”

Ciao papà,
così recita la nostra canzone, sono sicura che la ricordi bene quanto me.
Buffo come i versi che innumerevoli volte abbiamo cantato insieme da bambina ora sembrino scritti a posta per noi, eh papà?
Non riesco proprio a riordinare i pensieri che mi frullano nella testa e scrivere è sempre stato il mio modo per alleggerire il cuore e la mente.
Lo sai bene tu, che, sin dalla mia più tenera età, sei sempre stato il più grande ammiratore di ogni singola parola io abbia scritto e che, spesso, pubblicavo proprio qui. Col trascorrere inesorabile del tempo ho smesso di condividere col mondo esterno i miei pensieri più intimi, e ora so con certezza che, se mai questo pensiero dovesse arrivarti, il tuo cuore sarebbe colmo di gioia e soddisfazione nel vedermi mettere nero su bianco parte del macigno che tanto mi aggroviglia lo stomaco.
Sai papà, la domanda che mi rimbomba nella mente è: “E ora come faccio?”
Come faccio a credere che la vita abbia ancora un senso se un mostro ha strappato ad una figlia il proprio padre a soli 19 anni?
Come faccio a proseguire il mio lungo e tortuoso cammino senza il faro che da sempre illumina le interminabili notti della mia vita?
Come faccio a trovare la mia strada e il mio posto nel mondo, se in questo stesso mondo esiste il mostro che ti ha piantato un coltello nel petto?
Come faccio a convincermi del fatto che valga ancora la pena vivere il resto della mia vita senza l’uomo che ispira le mie giornate?
La tua vita non è mai stata rose e fiori; non avevi una condizione economica agiata e ti sei sempre fatto in quattro pur di andare avanti.
“L’importante è che stiamo bene, i soldi non contano!” dicevi, papà, e io non ho potuto che farne tesoro.
Hai sempre scelto la strada più tortuosa pur di seguire il tuo cuore e la tua vera essenza.
Hai rifiutato un matrimonio e un posto fisso, pura follia per la società odierna!
Ma tu puntavi ad un altro tipo di felicità, che con la stabilità economica aveva veramente poco a che fare.
Sai papà, mi sento così piccola e vulnerabile che quasi potrei scomparire nel caos di questo mondo che prosegue senza di te, e ormai anche senza di me, perché il mio cuore è andato in frantumi insieme al tuo nell’esatto momento in cui ho visto il tuo corpo senza vita.
Non ci saranno mai abbastanza lacrime, grida, incubi e notti insonni per quantificare il dolore che avvolge il mio cuore.
Non dimenticherò mai il verde dei tuoi occhi, la genuinità del tuo sorriso e il calore delle tue mani che tanto vorrei mi stringessero più forte che mai.
Sai papà, sono sempre stata una sognatrice, una di quelle che crede nell’amore eterno e che crede che ognuno di noi abbia una strada da percorrere, basta solo trovarla, ma come faccio a sognare ora se vedo tutto nero?
So quanto tenessi al mio successo e ti prometto che un giorno arriverò più in alto possibile così da poterti sfiorare le dita se mi tenderai una mano. Ogni mio traguardo raggiunto sarà dedicato a te, prometto di renderti fiero di me ovunque tu sia e ovunque tu sarai, lasciami solo il tempo di rialzarmi senza il tuo aiuto.
Siamo sempre stati una squadra infallibile, mio caro papà, siamo solo un po’ più lontani.
E proprio come dice la nostra canzone,
vivo solo dove vivi tu
e respiro se respiri tu
e io oggi ho smesso di respirare insieme a te.

Ti amo per sempre, papà.
Spero ci ricongiungeremo un giorno, nel frattempo conservo indelebile il tuo ricordo dentro di me.

Per sempre tua,
“Ale Cuoricino”.
❤️