Maradona, le indagini dopo la morte: “Il medico Luque ha falsificato la firma”

Maradona, le indagini dopo la morte: “Il medico Luque ha falsificato la firma”

Mentre l’indagine per omicidio colposo prosegue, si fa sempre più nebuloso il quadro della situazione in cui versava il Pibe de Oro negli ultimi mesi della sua vita


ARGENTINA – Non c’è pace per Diego Armando Maradona, scomparso lo scorso 25 novembre dopo aver accusato una crisi cardiorespiratoria nella sua casa di Tigre, nei pressi di Buenos Aires. Mentre l’indagine per omicidio colposo prosegue, si fa sempre più nebuloso il quadro della situazione in cui versava il Pibe de Oro negli ultimi mesi della sua vita. L’ultimo tassello dell’intricato rompicapo riguarda il medico personale del campione argentino, che risulta iscritto nel registro degli indagati proprio per la morte del suo celebre paziente.

Come sta procedendo l’indagine

Lo studio del dottor Leopoldo Luque era stato perquisito nei giorni immediatamente successivi alla morte di Maradona: da quella perquisizione è emerso un documento ritenuto cruciale. In queste ore è arrivata la conferma dalla perizia calligrafica: Luque avrebbe falsificato la firma di Maradona che appare in una richiesta di cartelle cliniche a suo nome inviata alla Clinica Olivos e datata 1 settembre 2020. Quello stesso documento, insieme ad altri due “scarabocchi” simili alla firma di Maradona, sono stati ritrovati nella casa di Luque.

 Clarín: “Reato che ricadrà su Luque”

Il risultato della perizia calligrafica è già nelle mani dei pm di San Isidro, che stanno portando avanti il procedimento per le indagini: si tratterebbe di un dettaglio chiave nell’indagine, in quanto – come riferisce il Clarín citando alcune fonti – il documento ritrovato sarebbe l’originale di uno inviato digitalmente alla clinica. Tale passaggio costituisce un reato per “uso di documento privato adulterato le cui conseguenze ricadranno direttamente su Luque”.

FONTE: CORRIEREDELLOSPORT.IT