Misure alternative alla detenzione: l’affidamento in prova ai servizi sociali

Misure alternative alla detenzione: l’affidamento in prova ai servizi sociali

La consueta rubrica legale “A difesa del cittadino”


L’affidamento in prova ai servizi sociali è una misura alternativa alla detenzione che mira a favorire il reinserimento sociale del condannato dandogli la possibilità, a determinate condizioni, di espiare la pena definitiva che sia contenuta entro un limite edittale, o meglio senza limite di pena per i soli soggetti affetti da Aids, o il residuo di una maggiore pena, detratta la pena già espiata o condonata, fuori affrontando un periodo di prova fuori dal carcere.

L’esito positivo estinguerà poi la pena e ogni effetto penale. Il nostro ordinamento prevede diversi tipi di affidamento:

  • l’affidamento in prova ordinario
  • l’affidamento in prova di soggetti affetti da AIDS conclamata o grave deficienza immunitaria.
  • il DPR 309/90, meglio conosciuto come testo unico in materia di stupefacenti, prevede poi l’ affidamento in prova in casi particolari per soggetti tossicodipendenti
  • infine, è previsto affidamento in prova del condannato militare di cui all’art. 1 della legge 29 aprile 1983, n. 167.

Possono chiedere tale misura alternativa

  • il condannato a pena definitiva non superiore a tre anni, che sia stato raggiunto dall’ordine di carcerazione e contestuale sospensione della pena o il condannato in espiazione di residuo di pena entro il detto limite
  • il condannato che deve espiare una pena, anche residua, non superiore a quattro anni di detenzione, quando abbia serbato, quantomeno nell’anno precedente alla presentazione della richiesta, trascorso in espiazione di pena, in esecuzione di una misura cautelare ovvero in libertà, un comportamento tale da consentire un giudizio prognostico favorevole (c.d.“affidamento allargato” art. 47 comma 3 bis o.p.)
  • fuori dai limiti di pena di cui ai punti precedenti, il condannato affetto da AIDS conclamata o grave deficienza immunitaria che abbia in corso un programma terapeutico o ad esso intenda sottoporsi presso le unità operative di malattie infettive ospedaliere ed universitarie o altre unità operative prevalentemente impegnate secondo i piani regionali nell’assistenza ai casi di AIDS

Il condannato può essere ammesso all’affidamento purchè:

  • il condannato abbia tenuto un comportamento che consenta un giudizio prognostico favorevole in ordine alla sua rieducazione;
  • la misura sia idonea a escludere il periodo di recidiva;
  • nel caso di soggetto affetto da AIDS conclamata o grave deficienza immunitaria, abbia ottenuto, dal servizio sanitario pubblico competente o dal servizio sanitario penitenziario, una certificazione che attesti la sussistenza delle condizioni di salute ivi indicate e la concreta attuabilità del programma di cura e assistenza, la quale deve essere allegata all’istanza.

Non per tutti i reati è ammessa tale misura.  Essa è esclusa, a meno che il condannato non collabori con la giustizia o nel caso in cui la collaborazione sia impossibile o irrilevante, per i reati di criminalità organizzata terroristica e o mafiosa e per i reati mafia correlati.

Per i delitti di cui all’art. 4 bis comma 1ter2 o.p. (reati di particolare allarme sociale) l’affidamento può essere concesso qualora non vi siano elementi tali da far ritenere la sussistenza di collegamenti con la criminalità organizzata, terroristica o eversiva.

Per i delitti di cui all’art. 4 bis comma 1 quater o.p.3 l’affidamento può essere concesso solo dopo un anno di osservazione della personalità condotta in istituto

Il divieto di concessione dell’affidamento in prova non si applica ai soggetti affetti da AIDS conclamata o grave deficienza immunitaria (art. 47 quater comma 9 o.p.)

L’affidamento in prova al servizio sociale non può essere concesso: al condannato che sia stato riconosciuto colpevole di evasione; al condannato cui confronti sia stata disposta la revoca di una misura alternativa, per un periodo di tre anni; al condannato recidivo ex art. 99 comma 4 c.p. (recidiva reiterata) salvo dimostri di aver raggiunto un grado di rieducazione adeguato ai benefici richiesti .