Napoli, la confessione della baby-gang: “Era la nostra prima rapina”

Napoli, la confessione della baby-gang: “Era la nostra prima rapina”

Tutti residenti nel famigerato “Terzo Mondo”, la roccaforte del clan Di Lauro


NAPOLI –  Confessioni parziali: “Volevamo andare a mangiare un panino, poi abbiamo visto quella moto nuova e abbiamo fatto la rapina. Troppa violenza? Era la nostra prima rapina”. Verifiche in corso. Ma a far parte di quel branco c’erano con ogni probabilità anche due maggiorenni. Tutti residenti nel famigerato “Terzo Mondo”, la roccaforte del clan Di Lauro.

Drammatiche le fasi degli interrogatori, condotti dal sostituto della Procura minorile Nicola Ciccarelli. “Gli stessi – si legge nel decreto di fermo del pm – dinanzi al video diventato virale riconoscevano se stessi e, comprendendo che il cerchio intorno a loro si stava stringendo, cominciavano a presentarsi in Questura per affermare le loro responsabilità”. Lo stesso pm, come riportato da Il Mattino, ha sottolineato l’omertà di uno di loro: “Pur limitandosi a confessare quel che ormai era innegabile, dichiarava di non conoscere i nomi dei suoi complici. Atteggiamento, il suo, per quanto ordinario diventato poi ridicolo allorquando il suo complice, in contemporanea lo smentiva facendo dichiarazioni alla Polizia poi confermate al magistrato”.

Destinatari dei provvedimenti, come riportato da Il Mattino,  sono R.M e C.G., entrambi del 2004 e residenti nel cosiddetto «Rione dei Fiori». Il primo è figlio di un esponente della camorra di Secondigliano, coinvolto e condannato a dieci anni per camorra, nell’ambito della guerra scatenata dagli scissionisti contro il cartello della droga capeggiato da Paolo Di Lauro.