Napoli, rider nel mirino: giovane inseguito mentre effettuava consegne

Napoli, rider nel mirino: giovane inseguito mentre effettuava consegne

C’è una parte della società che è malata, che esce la sera per deridere ed impaurire i rider che non fanno nient’altro che il proprio lavoro


NAPOLI – Rider nel mirino dei baby criminali a Napoli. Dopo la rapina al rider Gianni, altri balordi hanno preso di mira un altro giovane che stava eseguendo delle consegne di cibo. I criminali lo hanno inseguito e ripetuto diverse volte alcune frasi che fanno capire ad una possibile rapina.
Il filmato è stato anche postato sui social. A rendere pubblica la cosa, il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli che lo ha ricevuto da un utente:
“Ci hanno segnalato un video pubblicato sul social network Tik Tok dove alcuni ragazzi inseguono in rider. ‘Facendo rapine’ scrivono come testo sul video, ‘mo ce lo facciamo’ (espressione dialettale che sta a significare ora lo freghiamo, ora lo derubiamo). Sono arrivati a prendersi gioco di una vicenda drammatica. Purtroppo c’è una parte della società che è malata, che esce la sera (in piena zona rossa) per deridere e impaurire i rider che non fanno nient’altro che il proprio lavoro”. Lo ha dichiarato Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale di Europa Verde.
“Quello che è accaduto a Gianni, il rider aggredito a Napoli, è la presentazione delle difficolta e dei pericoli che quotidianamente siamo costretti ad affrontare. Il problema sta nella mancanza di tutela e di diritti da parte delle istituzioni e dello Stato. Noi lavoriamo con partita iva, paghiamo le tasse ma non abbiamo diritto a nulla, niente ferie, niente malattie, nessun rimborso spese, nessuna esenzione. Vogliamo essere tutelati ed avere diritti ed essere riconosciuti come categoria.”- ha racconta Emanuele Petrone, portavoce dei rider di Glovo di Napoli centro, in un incontro con Borrelli.
“I rider vanno riconosciuti come categoria e tutelati. Lavorano per 25 -30 euro al giorno con pioggia, freddo, rischiando rapine ed aggressioni e spesso sono anche vittime di ordini ‘scherzo’. Questi lavoratori devono potersi organizzare come categoria riconosciuta ed avere diritti e rappresentati sindacali. Soprattutto durante il lockdwn queste persone hanno lavorato duramente per portare avanti il settore della ristorazione e distribuire le spese di genere alimentari dai supermercati, hanno svolto un compito essenziale e complicato, eppure nessuno ha riconosciuto i loro meriti e la loro indispensabilità. Noi siamo dalla loro parte e i batteremo per i loro diritti.”- ha aggiunto il consigliere Borrelli.