Napoli, rider rapinato e picchiato: tra i malviventi anche i figli dei Boss del Clan Di Lauro

Napoli, rider rapinato e picchiato: tra i malviventi anche i figli dei Boss del Clan Di Lauro

Hanno ammesso le loro colpe tra le lacrime ed accusandosi a vicenda


NAPOLI – Rider rapinato e malmenato a Capodichino: i colpevoli hanno confessato tra le lacrime. Intanto la Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni ha emesso un provvedimento di fermo nei confronti di due diciassettenni e due sedicenni, gravemente indiziati della rapina di uno scooter commessa la notte tra l’1 ed il 2 gennaio in Calata Capodichino a Napoli. Il provvedimento, eseguito dalla Squadra Mobile e dal Commissariato Secondigliano, verrà sottoposto per la convalida al competente Giudice delle Indagini Preliminari.

I DETTAGLI

Ammissione, come anticipato, avvenuta tra le lacrime degli uffici del terzo piano della Questura.  Erano in sei, ieri mattina presto quando sono stati prelevati dagli agenti della Polizia di Stato con l’accusa di avere aggredito e rapinato un rider lungo Calata Capodichino: ma alla fine – dopo una lunga giornata scandita da interrogatori e verifiche incrociate – per quell’episodio vergognoso vengono fermati in due. Hanno solo 17 anni, hanno confessato che si trattava della loro prima rapina e che era loro intenzione andare a magiare un panino poi hanno visto la moto novo  deciso di rapinanrlo. All’interno del branco con ogni probabilità anche due maggiorenni. Tutti residenti nel famigerato “Terzo Mondo”, la roccaforte del clan Di Lauro.

CHI SONO GLI ARRESTATI

Intanto la Procura dei minori ha emesso due decreti di fermo a carico di altrettanti adolescenti ritenuti responsabili dei reati di rapine a ricettazione. Uno di loro è figlio di un esponente della camorra di Secondigliano, coinvolto e condannato a dieci anni per camorra, nell’ambito della guerra scatenata dagli scissionisti contro il cartello della droga capeggiato da Paolo Di Lauro. L’ultima novità è rappresentata dalla identificazione con relativo accompagnamento in Questura di altri due giovani: questa volta si tratta di maggiorenni. Anch’essi, stando alle indagini condotte dagli esperti della Polizia Scientifica di Napoli (che hanno passato al vaglio fotogramma su fotogramma dei video della violenza), coinvolti nella rapina. La loro posizione resta al vaglio degli inquirenti della Procura diretta da Giovanni Melillo. Il numero degli indagati – tra coloro che hanno attivamente preso parte all’aggressione e alla rapina dello scooter ed eventuali fiancheggiatori o ricettatori – sale potenzialmente dunque da sei a otto.