Non solo Fortuna: il “palazzo degli orrori” non va dimenticato

Non solo Fortuna: il “palazzo degli orrori” non va dimenticato

Una storia atroce che tutti hanno cercato di dimenticare: la bambina, abusata e uccisa a sei anni, oggi ne avrebbe compiti 13


CAIVANO – La cronaca italiana è segnata da due date, una di queste è il giorno della morte di Fortuna Loffredo, uccisa a 6 anni, l’altra è il giorno della sua nascita: l’8 gennaio 2008. La bambina, che oggi avrebbe compiuto 13 anni, è morta facendo un volo di otto piani, 30 metri, in una periferia napoletana, sei anni fa.

La storia di Fortuna è nascosta dalla discrezione della famiglia ed è così atroce che anche i media hanno tentato di dimenticarla, nessuno le dedica un ricordo, il mondo si comporta come se non fosse mai esistita. Eppure Fortuna era viva sei anni fa, viveva a Caivano, e anche se piccola sapeva già cosa significava portare il peso degli abusi.

Fortuna, detta Chicca, non è l’unico caso di morte senza spiegazione avvenuta in quella palazzina, un anno prima il piccolo Antonio Giglio morì allo stesso modo, cadendo dal piano inferiore. Nessuno ha mai fatto domande ma grazie al martirio di Chicca forse i responsabili verranno allo scoperto, il suo processo avrà infatti inizio tra pochi giorni. Purtroppo si è avuto bisogno di un’altra morte, quella della piccola Fortuna, per far sì che Antonio non fosse solo un’altra lapide nel cimitero, per non dimenticarlo e per rendergli giustizia.

Intanto, anche nel 2021 il nome di Fortuna non verrà ricordato, sarà però pronunciato in aula di Tribunale dove si aprirà un nuovo processo. Ancora una volta le dinamiche della sua morte saranno discusse in sordina, ancora una volta ci si comporterà ignorando la gravità dei fatti. Sul suo nome si è deciso di stendere un velo, non di pietà ma di vergogna, per quello che ancora accade in alcune case, sotto gli occhi di tutti, eppure nessuno ne parla.