Quasi 1 milione di euro per il progetto di inclusione rom a Giugliano. Anna Russo: “Ciò che è accaduto è vergognoso”

Quasi 1 milione di euro per il progetto di inclusione rom a Giugliano. Anna Russo: “Ciò che è accaduto è vergognoso”

La leader di CambiaMenti attacca duramente i consiglieri del centrodestra nell’attuale consiglio comunale


GIUGLIANO – La Giunta regionale della Campania ha approvato ieri il progetto “A.b.r.a.m.o.”con cui si avvia un percorso di integrazione abitativa, lavorativa e sociale delle popolazioni Rom, Sinti e Camminanti presenti sul territorio di Giugliano in Campania.

Il progetto nasce nel 2015 con la partecipazione della Prefettura di Napoli, della Città metropolitana, del Comune di Giugliano. La Regione ha stanziato  864mila euro per 480 unità familiari, di cui 250 sono minori.

Sulla questione interviene Anna Russo, una delle promotrici del Referendum sull’eco villaggio rom e della battaglia che di fatto ha costretto l’ex amministrazione Poziello a ritirare il progetto di un nuovo campo rom a Giugliano.

“I rom sono buoni solo per slogan elettorali”, inizia così il post della leader di CambiaMenti pubblicato sui suoi canali social

“Quanto accaduto nelle ultime 24h ha del vergognoso”, continua Anna Russo.

”Ne hanno i protagonisti di questa vicenda, i finti spettatori, i finti buonisti, le associazioni che ci mangiano, i politicanti privi di idee al guinzaglio del padrone di turno.

La Regione annuncia che è pronto il progetto A-𝗕𝗥𝗔𝗠𝗢, l’ennesimo, 𝗹’𝗲𝗻𝗻𝗲𝘀𝗶𝗺𝗼 𝘀𝗽𝗲𝗿𝗽𝗲𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝗱𝗲𝗻𝗮𝗿𝗼 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗶𝗴𝗹𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝗼𝗹𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 ad un problema che andrebbe seriamente affrontato ma che invece offre il fianco a tutte quelle realtà che hanno costruito visibilità ed economie ai danni di cose, persone e territori… devastati dai campi e dai roghi.

𝗨𝗻 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗼 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝘃𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗼𝗳𝗳𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗳𝗶𝗮𝗻𝗰𝗼 𝗮 𝘀𝗽𝗲𝗰𝘂𝗹𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗺𝗮𝘁𝗲𝗿𝗶𝗮𝗹𝗶 𝗲 𝗶𝗱𝗲𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗶.

• I primi, che si aggiungono a quelli appena citati, sono quelli dichiaratamente criminali, non finti salvatori della patria, che dei ROM se ne servono, che trovano terreno fertile nel dialogo con persone che vivono di espedienti e crimini nella maggior parte dei casi. È il caso dei campi nostrani. Non guardiamo la Germania o l’Inghilterra, non abbiamo le basi culturali e le politiche idonee.
• I secondi, quelli che in campagna elettorale non hanno evitato passerelle pur dovendo ricorrere a google maps perché in un campo ROM non ci sono mai stati, perché dei roghi non sentono la puzza, perché si sono accorti della piaga giuglianese solo di recente mentre negli anni, a torto o ragione, ci si è battuti per trovare soluzioni, condivisibili o meno, per far percepire alla gente che ponte riccio non è solo una lingua di terra di passaggio tra il centro e il mare. E mentre molti cittadini ci mettevano impegno, tempo e qualcuno pure soldi tra avvocati e tribunali, loro non ci mettevano manco la faccia.

𝗜 𝗽𝗶𝘂̀ 𝘃𝗲𝗿𝗴𝗼𝗴𝗻𝗼𝘀𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗿𝗮𝗽𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗮𝗻𝗼 𝗶𝗹 𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗱𝗲𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗶𝗻 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗲𝗶 𝘃𝗮𝗹𝗼𝗿𝗶, 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗶𝗱𝗲𝗲, 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗲𝗹 𝗯𝘂𝗼𝗻 𝘀𝗲𝗻𝘀𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗵𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗼 𝗻𝗶𝗲𝗻𝘁𝗲. Zitti, muti, spettatori immobili di un provvedimento architettato dalla peggiore delle sinistre. Alcuni di questi sono anche peggio, militavano nei comitati e godevano di qualche citazione sulle testate locali. Oggi? Mistero. Così lontani dall’interesse reale alla questione che addirittura si congratulano con l’attuale primo cittadino senza aver avuto il buon senso di leggere appena tre righe per la città che rappresentano e apprendere che il progetto nasce nel 2015.

Quello stesso 2015 in cui sono cominciate le battaglie, le proposte di referendum, le proposte di legge regionale, il TAR, il Consiglio di Stato e le innumerevoli 𝘀𝗼𝗹𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝘀𝘂𝗴𝗴𝗲𝗿𝗶𝘁𝗲. Tra queste per me resta sempre 𝗹𝗮 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗼𝗿𝗿𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗺𝗶𝗿𝗮 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗱𝗶𝘀𝗹𝗼𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝘂 𝘀𝗰𝗮𝗹𝗮 𝗾𝘂𝗮𝗻𝘁𝗼 𝗺𝗲𝗻𝗼 𝗽𝗿𝗼𝘃𝗶𝗻𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲. Questa convinzione si rafforza con gli ultimi fatti. Torniamo a loro, ai fatti.

𝗜𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗼 stanzia 864.000€ per avviare percorsi di inclusione abitativa, lavorativa e sociale che hanno per destinatari 480 famiglie. 𝗢𝗰𝗰𝗮𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗴𝗵𝗶𝗼𝘁𝘁𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝘀𝗽𝗲𝗰𝘂𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲. E certo, l’assessore regionale ci tiene a precisare che è solo un primo intervento (ma di concreto, nei fatti, qual è il piano di intervento non è dato sapere) e che particolare attenzione sarà riservata alla dispersione scolastica e alla formazione al lavoro.

Da sempre due settori molto cari alla nostra regione, 𝗴𝗶𝗿𝗮𝗻𝗼 𝘀𝗼𝗹𝗱𝗶 𝗺𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗯𝗶𝗻𝗮 𝗻𝗶𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗶𝗻𝘀𝗼𝗺𝗺𝗮.
Basterebbe conoscere il contesto per capire che 𝗶 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗶 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗶𝘇𝗶 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗶𝗮̀ 𝗰𝗮𝗿𝗶𝗰𝗮𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗼𝗻𝗲𝗿𝗲 e che il nostro trasporto pubblico locale da sempre si reca nei campi per prendere i bambini che dovrebbero andare a scuola, fatto salvo il fatto che il 90% della comunità non li manda. Idem per il lavoro. Le poche famiglie orientate ad integrarsi restano isolate dalla logica del campo. In contropartita mai è stato pagato un canone o un tributo da un residente ROM che ha avuto nel tempo l’assegnazione di moduli abitativi (nei campi) anche se l’accordo lo prevede.

Tra l’altro, in un momento storico in cui la dispersione scolastica e la piaga della disoccupazione dilagano oltremodo a causa della crisi e della pandemia mi sembra davvero ironico il tempismo di questa iniziativa.

Allora mi chiedo, certi temi sono cari a prescindere? Sono cari in modo funzionale tanto per dire che siamo contrari a chi li propone? O siamo così confusi da batterci il giorno prima e liquidare la questione con una alzata di spalle quello dopo?

𝗕𝗲𝗵, 𝗶𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗼 𝗶𝗱𝗲𝗮.
Diritti e doveri. O meglio, 𝗱𝗼𝘃𝗲𝗿𝗶 𝗲 𝗱𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗶”.