Rapina al rider, Gianni ancora senza lavoro: “Tante offerte, ma posti troppo lontani da casa”

Rapina al rider, Gianni ancora senza lavoro: “Tante offerte, ma posti troppo lontani da casa”

“Ho tanta rabbia perché mi sento mortificato dopo che, per ben quattro volte, anche questo colloquio è andato male”, ha raccontato Gianni


NAPOLI – Rapina al rider, Gianni ancora senza lavoro: “Tante offerte, ma posti troppo lontani da casa”.

Giovanni Lanciato, il rider 50enne picchiato e rapinato a Napoli in via Calata Capodichino nella notte tra l’uno e il due gennaio da una banda di giovani teppisti, ha espresso il suo sconforto per non aver ancora trovato un lavoro. Il 50enne chiede la sicurezza di un lavoro stabile che però ancora deve arrivare.

“Sono grato a chi mi ha offerto la possibilità di avere un’occupazione a tempo indeterminato, come i tanti imprenditori che mi stanno chiamando dalla provincia. Ma sono un po’ deluso dopo aver fatto l’ennesimo colloquio ieri in una nota catena della grande distribuzione. Non è andata come mi aspettavo”, ha raccontato Gianni al noto giornale campano “IlMattino”.

Lo stesso rider, però, ha ammesso di aver rifiutato l’offerta della macelleria Bifulco di Ottaviano e quella di Caivano. Quest’ultima proposta dall’ufficio personale di Sole 365.  Nella mattinata di ieri, infatti, Gianni si è recato presso la sede di Sole 365 in via Argine in sella allo scooter che gli era stato sottratto dai tempisti, per effettuare così il colloquio che però non ha dato i risultati sperati dal fattorino.

“Premesso che non ringrazierò mai abbastanza tutti quelli che si sono adoperati per me sin dall’inizio – ha detto Gianni – non sono tuttavia rimasto soddisfatto. Anzi, ho tanta rabbia a dire il vero, perché mi sento mortificato dopo che, per ben quattro volte, anche questo colloquio con la stessa catena di supermercati è andato male”.

Il motivo del rifiuto dei posti di lavoro è la lontananza del posto di lavoro dalla sua abitazione. Per il rider residente nel centro di Napoli , infatti, sarebbe un’odissea recarsi ogni mattina a Caivano, sede della ditta, poiché in possesso solo del motorino come mezzo per spostarsi: “Non pretendo di avere il lavoro sotto casa, però ho solo un motorino. Come posso spostarmi ogni mattina per arrivare in provincia? Ecco dove nasce la mia difficoltà”, ha spiegato.