Rimosso il proiettile che ha colpito una donna a Capodanno: è caccia al responsabile

Rimosso il proiettile che ha colpito una donna a Capodanno: è caccia al responsabile

L’episodio al confine tra Giugliano e Mugnano. La donna era uscita di casa per gettare la spazzatura quando è stata colpita. Indagano i Carabinieri dopo l’estrazione del calibro 9


GIUGLIANO/MUGNANO/NAPOLI – Era un proiettile e non una scheggia di vetro quello che ha colpito una donna nella notte di Capodanno. La signora, che si trovava a casa dei genitori, al confine tra Giugliano e Mugnano, in via Madonna delle Grazie, era uscita un attimo da casa, per gettare la spazzatura, quando è stata colpita da un qualcosa che le si è conficcata nel naso. Inizialmente aveva avvertito un forte dolore alla testa. Immediato il ricovero in ospedale, prima al San Giuliano di Giugliano, poi al Cardarelli di Napoli. E’ notizia certa delle ultime ore che si sia trattato di un proiettile e non di una scheggia di vetro, come inizialmente ipotizzato. Ricoverata al Cardarelli da 5 giorni, sono servite più di 3 ore in sala operatoria e il ricorso a strumentazione di diagnostica per immagini in scopia per rimuovere il proiettile che nella notte di San Silvestro ha ferito una donna, residente tra i comuni di Giugliano e Mugnano, ricoverata poi al Cardarelli di Napoli. Ad intervenire è stata l’equipe guidata dal dottor Maurizio Gargiulo, direttore facente funzioni dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Maxillofacciale e composta da Gaetano Esposito, Annamaria Carotenuto, Maurizio Mattarocci e dall’anestesista Marianna Esposito.

«Un intervento abbastanza complesso – spiega Gargiulo -. Il proiettile è infatti penetrato dalla regione orbitale, ha sfondato la parete laterale delle ossa nasali per conficcarsi nel palato». Il team di chirurghi ha tentato un primo approccio dal naso, ma si è poi dovuti intervenire direttamente dalla bocca a causa della posizione particolarmente ostica del proiettile. Al termine dell’intervento il proiettile estratto, un calibro 9, è stato posto sotto sequestro dai Carabinieri.

Per la paziente servirà almeno una settimana di convalescenza prima di poter essere dimessa. «Trattandosi di una ferita d’arma da fuoco – conclude Gargiulo – c’è sempre il rischio di infezioni, al momento non siamo in grado di escludere che possano servire ulteriori interventi nei mesi a venire».

I Carabinieri di Marano sono al lavoro per individuare l’autore dello sparo.