Sit-in dei genitori fuori la Regione finisce ad ombrellate: “Aggredito da negazionisti, agguerriti e violenti”

Sit-in dei genitori fuori la Regione finisce ad ombrellate: “Aggredito da negazionisti, agguerriti e violenti”

A subire l’aggressione Ferdinando Piciccio, amministratore del gruppo “Tuteliamo i nostri figli in Campania”, a favore della Dad


REGIONALE – Un diverbio per una mascherina abbassata per fumare ha fatto scaldare gli animi davanti alla Regione Campania dove si erano incontrati piccoli gruppi di genitori No Dad e Si Dad. Il tutto doveva essere una protesta pacifica che è terminata però a ombrellate.

“Sono stato aggredito perché ho espresso un parere a una persona senza mascherina e non ho alzato un dito. Tra i No Dad ci sono No Mask, negazionisti. Sono agguerriti e violenti”. A parlare è Ferdinando Piciccio, amministratore del gruppo ‘Tuteliamo i nostri figli in Campania’, favorevole alla Dad, e che nella giornata di ieri, davanti alla sede della Regione Campania ha ricevuto un’ombrellata in occasione del presidio dei No Dad.

“La Dad – afferma – è un’opportunità che ci consente di vedere i nostri figli studiare e avere un’istruzione. Mi domando perché, in questo momento dovremmo chiudere in un’aula i nostri ragazzi esponendoli al rischio di contagio quando invece altri luoghi come cinema e teatri sono chiusi”.

“Crediamo – aggiunge – che sia indispensabile tutelare prima di tutto la salute anche perché abbiamo visto morire i nostri cari, soffrire gli amici: ora è il momento di essere prudenti e attenti e la Dad è il giusto compromesso”.

Qualora dovesse arrivare il via libera al ritorno alla didattica in presenza, i Si Dad non sono certi di mandare i loro figli a scuola. “Valuteremo la situazione, l’andamento dei vaccini, il numero di contagi – spiega Piciccio – e riteniamo che circa il 50 per cento delle famiglie non manderebbe i ragazzi a scuola anche perché, nonostante alcuni limiti, con la Dad le cose stanno funzionando e inoltre grazie alla Dad molti ragazzi hanno imparato a utilizzare davvero la tecnologia perché fino ad ora i pc erano usati solo per i videogiochi”.

In piazza, ieri, sono scesi anche diversi studenti delle scuole superiori che al momento non hanno certezze sul loro ritorno in classe. C’era tra di loro chi non è soddisfatto della Didattica a distanza, ma che allo stesso tempo, questi alunni chiedono un ritorno in classe in piena sicurezza.