Stuprata e picchiata, i 3 erano amici di famiglia: “Se denunci pubblichiamo i video sul web”

Stuprata e picchiata, i 3 erano amici di famiglia: “Se denunci pubblichiamo i video sul web”

Erano persone di cui lei si fidava e per questo motivo non è stato difficile convincerla a seguirli nella loro abitazione


MADDALONI – Erano amici di famiglia i tre aguzzini della giovane di 22anni con un deficit cognitivo che è stata rapita, picchiata e violentata. Erano persone di cui lei si fidava, questo il particolare che emerge dalle indagini sull’orribile storia che si è conclusa con l’arresto dei tre balordi. Proprio per questo motivo non è stato difficile convincerla a seguirli nella loro abitazione. I tre avevano anche minacciato la ragazza di pubblicare su Internet i video delle violenze se non avesse ritirato la denuncia.

Non è stato difficile nemmeno ridurla a un oggetto nelle loro mani: le violenze, dagli stupri alle percosse con un bastone, sono andate avanti per tre giorni. Non hanno dovuto trovare nemmeno un posto isolato: è accaduto tutto in un appartamento in una zona abitata di Maddaloni, la ragazza era talmente soggiogata da non aver provato nemmeno ad opporsi o a chiedere aiuto.

Le indagini sono partite a settembre, quando la ragazza è tornata a casa, accompagnata da uno degli aguzzini. Il padre si era già rivolto alle forze dell’ordine: da tre giorni la figlia era scomparsa, nessuno l’aveva vista e lei non rispondeva al cellulare. Quello che è successo in quei tre giorni di incubo è stata la stessa ragazza a raccontarlo dopo, aiutata da uno psicologo. E così è venuto fuori tutto: le violenze sessuali, prima a turno e poi in gruppo, le continue percosse, i telefonini che registravano mentre veniva abusata.

I video, altro particolare raccapricciante. Le forze dell’ordine li hanno trovati, esistono. Erano nel telefonino di uno dei tre indagati, se li erano scambiati. Ed erano quelli che erano serviti per minacciare la ragazza, per indurla a ritirare la denuncia o, almeno, ad accusare suo padre delle violenze: sarebbero finiti su Internet. Pubblicati sui social, dove tutti l’avrebbero potuta vedere, dove tutti l’avrebbero riconosciuta e lei non si sarebbe scollata mai quelle immagini di dosso.

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