Apertura ristoranti a cena, crescono i consensi politici: “Pronti a ripartire”

Apertura ristoranti a cena, crescono i consensi politici: “Pronti a ripartire”

Da Bonaccini a Patuanelli, cresce la volontà di riaprire le attività di ristorazione laddove i contagi non siano elevati


ITALIA – C’è attesa per il prossimo Dpcm, il primo emanato dal presidente Mario Draghi. Risulta già noto che, tra le decisioni prese, ci sarà lo stop agli spostamenti tra Regioni fino al prossimo 27 marzo e il divieto di visita ad amici e parenti per le regioni che saranno in zona rossa. In merito alla questione aperture serali dei ristoranti, sono in tanti a chiedere di riaprirli anche a cena. Dopo l’associazione dei Comuni (Anci) e Matteo Salvini, continuano le adesioni politiche per la proposta leghista e di Antonio Decaro: oggi è stato il governatore dell’Emilia Romagna e presidente della Conferenza Stato-Regioni Stefano Bonaccini, definendola «ragionevole». Per il dem infatti, la riapertura per cena potrebbe avvenire «laddove nel territorio non si hanno troppi rischi di contagio». In pratica si può ragionare sul tema «dove le cose vanno in maniera migliore, dove ci sono meno rischi», con l’obiettivo «di dare ossigeno a qualche attività».

Il ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli ha annunciato proprio stamani che «Attraverso il Cts stiamo lavorando a un protocollo per consentire alla ristorazione la ripartenza». L’impatto della pandemia sulla ristorazione «è un tema che conosco bene. Il Fondo pensato a inizio anno è stato utile, ma ora dobbiamo avere la forza di garantire alle persone di poter tornare al ristorante. Anche perché ci sono comparti fornitori, come quello del vino in grande sofferenza» ha aggiunto.
Una boccata d’aria necessaria anche per l’intera filiera produttiva italiana dato che, come certificato dal Coldiretti, il crollo delle attività di bar, trattorie, ristoranti, pizzerie e agriturismi sta travolgendo a valanga l’agroalimentare Made in Italy con vino e cibi invenduti per un valore stimato in 11,5 miliardi dall’inizio della pandemia.

Attualmente, secondo misure e regole in vigore, nella zona gialla bar e ristoranti possono rimanere aperti dalle 5 alle 18. In zona arancione e zona rossa, chiusura 7 giorni su 7: l’asporto per i bar è consentito fino alle ore 18. Per la consegna a domicilio non ci sono restrizioni.