Covid, morto il dott. Giuseppe Basso: era il simbolo della lotta al tumore dei bimbi

Covid, morto il dott. Giuseppe Basso: era il simbolo della lotta al tumore dei bimbi

“Abbiamo reso l’Italia uguale: ogni bambino che si ammala avrà la diagnosi nel medesimo tempo e la stessa possibilità di cura, sia che provenga da un grande centro o da una zona periferica del nostro Paese”, diceva il medico


PADOVA – È morto il dottor Giuseppe Basso, l’oncoematologo simbolo della lotta al tumore nei bambini. Il medico 73enne aveva contratto il Covid il mese scorso, ed era stato ricoverato in terapia intensiva a seguito delle complicazioni legate al virus. Con «competenza e determinazione», Basso ha speso la sua intera vita al servizio della comunità e dei più fragili: «Oggi più dell’85% dei bambini che si ammalano di tumore – diceva il medico nel 2018 – diventeranno grandi, avranno una vita normale, potranno avere dei figli e ricordare come un episodio passato il fatto di aver avuto un tumore. A Padova abbiamo fatto uno sforzo organizzativo e finanziario per poter essere centro di riferimento per tutta Italia e garantiamo quello che è il top della diagnostica mondiale. Abbiamo reso l’Italia uguale: ogni bambino che si ammala avrà la diagnosi nel medesimo tempo e la stessa possibilità di cura, sia che provenga da un grande centro o da una zona periferica del nostro Paese», così Basso.

Nella sua carriera in corsia Basso ha salvato la vita a centinaia di bambini malati di tumore Basso era tra i principali promotori della Fondazione Città della Speranza, la onlus che dal 1994 si occupa di raccogliere fondi per aiutare i bambini malati di tumore. Dopo la pensione, nel 2018, Basso era andato a dirigere l’Italian Institute for Genomic Medicine di Torino. «Scienziato di valore e medico appassionato – ricorda il rettore dell’Università di Padova, Rosario Rizzuto – con competenza e determinazione ha applicato i progressi della scienza alla cura dei giovanissimi pazienti, che nei momenti difficili della malattia in lui hanno trovato le terapie più efficaci ed un sorriso amico». Il nome di Basso resta legato, in particolare, alla battaglia contro Lino e Rita Bottaro, i genitori di una 17enne, Eleonora, morta di leucemia linfoblastica nell’agosto del 2016. La coppia, secondo quanto sostenuto nella condanna di primo grado, avrebbe condizionato a tal punto la figlia da farle rifiutare la chemioterapia a favore del metodo Hamer. Sia il padre che la madre di Eleonora si erano rifiutati di sottoporla alla chemioterapia, convinti che sarebbe potuta guarire tramite il metodo elaborato dal tedesco Ryke Geerd Hamer, fautore della «Nuova terapia germanica», per la quale il tumore sarebbe solo l’effetto di un grande trauma psicologico. Mai riconosciuto a livello scientifico, il trattamento si basava su vitamine, cortisone e psicoterapia. Convinti antivaccinisti, i due avevano ricondotto il male della figlia al dolore subito per il decesso del fratello Luca, ucciso da un aneurisma tre anni prima. «Aveva ottime chance di guarire – aveva detto Basso commentando la sentenza di condanna dei genitori – sono amareggiato e deluso».

Si aggrava anche il bilancio dei medici morti durante la pandemia da coronavirus: sono 319 le vittime registrate dalla Federazione nazionale Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo). Le ultime vittime ricordate dall’Ordine sono – oltre a Giuseppe Basso – anche il gastroenterologo Carlo De Luca di Tivoli (Roma).

Nel frattempo è arrivato il cordoglio del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia e dell’università di Padova, per il pioniere dell’oncoematologia pediatrica in Italia. Giuseppe Basso, scomparso all’indomani della Giornata mondiale contro il cancro infantile dopo una vita passata a combatterlo: «Il Covid ci ha portato via la stella cometa delle cure per i bambini malati di tumore. Con Giuseppe Basso la sanità veneta perde non solo un grande clinico, ma anche una persona incomparabile per le qualità sul piano umano, che ho avuto la fortuna di conoscere molto bene», così Luca Zaia.

Classe 1948, Basso fondò la Scuola di Oncoematologia pediatrica a Padova e in Italia, sottolineano dall’Università di Padova. Anche il rettore dell’ateneo, Rosario Rizzuto, ha voluto ricordare il medico scomparso: «Scienziato di valore e medico appassionato il professor Basso con competenza e determinazione ha applicato i progressi della scienza alla cura dei giovanissimi pazienti, che nei momenti difficili della malattia in lui hanno trovato le terapie più efficaci e un sorriso amico. Intelligente, critico, ironico, mai banale, di lui ricordo tante discussioni accese, animate dalla comune passione per la scienza e da una profonda stima reciproca. Mancherà a tutti noi», così il rettore Rizzuto.

FONTE: ILMESSAGGERO.IT