Covid, Raffaele Cantone apre inchiesta su mercato parallelo di vaccini e manda i Nas da Arcuri

Covid, Raffaele Cantone apre inchiesta su mercato parallelo di vaccini e manda i Nas da Arcuri

Tutto inizia il 28 gennaio scorso quando un commercialista di Messina si dice in grado di fornire i vaccini di AstraZeneca che saranno approvati proprio il giorno seguente dall’Aifa

@Armando Di Nardo

L’approvviggionamento dei vaccini, i contratti nazionali ed europei, la distribuzione delle fiale tra le Regioni italiane. La procura di Perugia, guidata da Raffaele Cantone, ha dato mandato ai carabinieri del Nas del capoluogo umbro di acquisire alcuni documenti presso la struttura del Commissario straordinario per l’emergenza Covid; Domenico Arcuri, e l’Aifa per accertare le modalità e i cirteri con cui le dosi sono arrivate nei territori.

Secondo quanto si apprende dal Nas, l’acquisizione di documenti riguarderà anche la sede della Regione Veneto. L’obiettivo è di accertare i presunti proponenti di forniture di vaccino in deroga agli accordi con le Autorità centrali.

L’operazione è scattata nell’ambito delle indagini su un tentativo di truffa del quale è accusato un quarantenne incensurato, originario della provincia di Messina. L’uomo, a gennaio scorso – in base alla ricostruzione degli inquirenti – “accreditandosi falsamente” come intermediario per conto di Astrazaneca internazionale aveva proposto alla Regione Umbria l’acquisto di vaccini anti Covid.

Il materiale acquisito, insieme all’esito delle perquisizioni svolte nell’abitazione e nello studio del fantomatico intermediario, compresi i tabulati telefonici del cellulare, sono ora al vaglio dei militari della salute per tracciare i contatti del professionista.

Tutto inizia il 28 gennaio scorso quando il commercialista prende contatti con Palazzo Donini, sede dell’esecutivo umbro ora alle prese con il terrore-varianti, e si dice in grado di fornire i vaccini di AstraZeneca che saranno approvati proprio il giorno seguente da Aifa.

La Regione Umbria però intuisce che c’è qualcosa di anomalo nell’offerta e informa i Nas del tenente colonnello Giuseppe Schienalunga. Di lì l’avvio di un’indagine che porta alla denuncia del quarantenne.