Dpcm, divieto spostamento tra Regioni prorogato fino al 5 marzo: oggi la decisione

Dpcm, divieto spostamento tra Regioni prorogato fino al 5 marzo: oggi la decisione

Sarà comunque consentita la mobilità verso le seconde case anche se in zona rossa o arancione, ma solo a determinate condizioni


incidente

CAMPANIA – Con l’aumento dei contagi il divieto di spostamento tra Regioni, che secondo l’attuale Dpcm era stato fissato in scadenza il prossimo 15 febbraio, sarà prorogato fino al 5 marzo. E’ quanto si apprende dall’Its, la cui scelta è stata condivisa con il Quirinale. Passa dunque la linea sostenuta dai ministri Roberto Speranza e Francesco Boccia che negli ultimi giorni hanno gestito l’emergenza mettendo in guardia dai rischi di un allentamento, soprattutto per la presenza delle varianti e perché coincide con la riapertura degli impianti sciistici.

“Abbiamo comunicato questo orientamento al ministro Boccia e al presidente incaricato Mario Draghi – ha confermato il presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini – E così si è scelto di allineare le restrizioni fino alla scadenza del Dpcm, la prima settimana di marzo. Spetterà poi al nuovo governo stabilire quali settori possano riaprire, analizzando i dati e l’andamento della campagna vaccinale”.

Dunque si potrà continuare ad andare fuori dalla propria Regione di residenza solo con l’autocertificazione e per validi motivi (salute, lavoro, studio, necessità). Rimane però la possibilità di andare nelle proprie seconde case — anche se si trovano in una regione in fascia arancione o rossa — purché si possa dimostrarne di averne avuto titolo prima del 14 gennaio 2021. In relazione a questa tematica il Governo ha pubblicato una faq: «Nella casa può andare solo un nucleo familiare, non possono esserci altri nuclei familiari, né parenti o amici. La casa di destinazione non deve essere abitata da persone non appartenenti al nucleo familiare convivente con l’avente titolo e vi si può recare unicamente tale nucleo. La sussistenza di tutti i requisiti indicati potrà essere comprovata con copia del titolo di godimento avente data certa o eventualmente anche con autocertificazione. La veridicità delle autocertificazioni sarà oggetto di controlli successivi e la falsità di quanto dichiarato costituisce reato».