Focus Genoa – Napoli. Gli azzurri spreconi pagano due volte la spietata legge dell’ex

Focus Genoa – Napoli. Gli azzurri spreconi pagano due volte la spietata legge dell’ex

Altra battuta d’arresto per il Napoli, che cede il passo al lanciatissimo Genoa di Ballardini. I grifoni s’impongono per 2-1 sulla formazione partenopea, grazie all’ex Pandev, protagonista della serata con una gran doppietta.Per il Napoli (due pali colpiti con Petagna e Insigne) non basta il gol, nel finale, di Politano.


L'esultanza di Pandev. Doppietta alla sua ex-squadra

GENOVA – Al Ferraris il Napoli cede il passo ai grifoni di Ballardini, trascinati da un Goran Pandev frizzante come ai bei tempi. Il bomber macedone si conferma spietato nell’esercitare la legge dell’ex, punendo la sua ex-squadra con una doppietta, che risulta decisiva ai fini del risultato. Finisce 2-1 per i liguri grazie, come detto, alla doppietta di Pandev (11′, 26′), divario dimezzato dal gol di Politano (79′), ma non basterà. Napoli troppo leggero in difesa e superficiale in attacco. Ed ora, per gli azzurri (e per Gattuso) bivio fondamentale con i big-match contro Atalanta e Juventus.

COSA E’ PIACIUTO

Paradossale. Il primo tempo del Napoli, dalla cintola in su, è una delle migliori proposte delle ultime settimane: buona proposizione, discreta continuita di manovra così come la scorrevolezza del pallone, che gli azzurri muovono sia in ampiezza che in verticale. Tanti tentativi dalla distanza e, in effetti, il problema (grosso) è stata la scarsa presenza in area di rigore. Nelle poche volte avvenute, Petagna ha incocciato la traversa. Probabilmente, un gol ci sarebbe potuto anche scappare; il Napoli lo avrebbe meritato, ma le nefandezze compiute dalla cintola in giù cancellano quanto di buono si era potuto vedere.

Il secondo tempo è stato condotto con ottima intensità. Vero che il Genoa si è abbassato moltissimo così come è vero che il centrocampo ligure è scoppiato fisicamente così come è crollato il pressing degli attaccanti sui portatori di palla azzurri. Va detto, però, che il Napoli fisicamente c’è stato, nonostante il logorante impegno intrasettimanale contro l’Atalanta. Baricentro altissimo, pressione costante al Genoa, rintanato per quasi tutta la ripresa nella propria metà campo, ma solo un gol, di Politano e tante, troppe palle gol sprecate.

Buono Lozano, come spesso gli accade. Il messicano riesce sempre a trovare uno spunto per mettere in diffcoltà il suo avversario. Parte a destra, con il 4-3-3, e riesce ad impegnare Perin in un paio di interventi, bene anche nella ripresa, quando passa a sinistra nel 4-2-3-1, mettendo in netta difficoltà Czyborra e servendo un assist d’oro ad Insigne che centra il palo. In mezzo, la solita dose di falli ricevuti e gli incessanti “Chucky! Chucky!” che gli giungono dalla panchina, che manderebbero sotto stress chiunque, ma non lui. Andrebbe premiato ogni partita solo per questo.

COSA E’ NON PIACIUTO

Frustrante la naturalezza e la costanza con cui il Napoli regala palloni-gol all’avversario di turno. Con l’Atalanta (e non soltanto) la fortuna e l’imprecisione altrui ha solo parzialmente coperto falle fin troppo evidenti anche all’occhio più profano; Pandev invece non ha perdonato e la spietata legge dell’ex si conferma letale, per ben due volte nell’arco di un tempo. Ma quanta complicità da parte della difesa partenopea? Tanta, troppa e non trova attenuanti nell’assenza di Koulibaly, poichè certi errori si sono visti anche in presenza del senegalese. Il problema è che Kalidou qualche volta riesce a metterci una pezza, con il fisico, la forza, la corsa, Maksimovic no. Se poi, nel collasso dell’intero impianto difensivo ci aggiungiamo Manolas che si fa uccellare da Pandev in versione Van Basten, allora buonanotte ai suonatori.

La crisi difensiva è legata, in gran parte, all’ostinazione nel perseverare con la costruzione dal basso, uno stile di gioco che questo Napoli non riesce (forse non può) metabolizzare. Demme è troppo facile da schermare: il Genoa porta sempre uno (o addirittura due) attaccanti a coprire le linee di passaggio che portano all’italo-tedesco che, quasi mai riesce a farsi vedere. Da qui, il pallone perso da Maksimovic, a lui destinato, che si traduce nel vantaggio dei grifoni. Sempre dal tedesco, il ritardo in copertura su Zajc, che manda Pandev in rete per la seconda volta. Meglio nel secondo tempo, quando con il 4-2-3-1 ed un baricentro più alto, riesce a rendersi anche pericoloso sotto rete. Ormai, il disastro era fatto.

Napoli in crisi di risultati, dovuta alla mancanza (almeno stasera) di lucidità sotto rete. La differenza sta nel fatto che il Genoa ha capitalizzato al meglio le uniche occasioni create; il Napoli è di una frivolezza terrificante quando si tratta di punire l’avversario. Quanto è strana questa squadra: capace di segnare anche quattro gol in un solo tempo e farne, talvolta, anche sei a partita, altrettanto incapace di segnarne più di uno all’occorrenza, vedi stasera come contro lo Spezia (in campionato): una bipolarità che deve far riflettere Gattuso. La classifica dice che il Napoli è ancora parte integrante della lotta Champions, ma fino a quando, con questo rendimento così altalenante?

Osimhen centravanti nel 4-2-3-1; Petagna centravanti nel 4-3-3. Non sarà che, invertendo i fattori il prodotto cambia? Cercare la verticalità su Petagna così come costringere Osimhen a giocare spalle alla porta rende inutile la presenza sia di uno che dell’altro nella manovra offensiva. Petagna viene fermato dalla traversa, ma su palla da fermo, Osimhen riesce a svirgolare un unico pallone arrivatogli in area di rigore. Probabilmente non è questo il modo migliore di sfruttare le risorse che il mister ha a disposizione. Ma, appunto, il mister è lui.

Con la speranza che l’infortunio di Manolas non sia grave, restiamo con il terrificante dubbio se giocare contro Atalanta e Juventus con una coppia difensiva composta da Rrhamani-Maksimovic. Con Koulibaly fermato dal CoVid ed il greco fisicamente un eterno dilemma, la prospettiva mette i brividi. Almeno, stasera al Ferraris, i due non hanno subito grosse sollecitazioni perchè il Genoa non ne aveva più e, soprattutto, poteva amministrare un doppio vantaggio rassicurante almeno fino a dieci minuti dalla fine. Ma contro l’attacco dell’Atalanta? E contro Ronaldo e compagni come la mettiamo?

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