Focus Granada – Napoli. Herrera-Kenedy, uno-due fatale. Azzurri bocciati all’esame di spagnolo

Focus Granada – Napoli. Herrera-Kenedy, uno-due fatale. Azzurri bocciati all’esame di spagnolo

Riparte nel peggiore dei modi l’avventura europea del Napoli. Contro il Granada, una squadra rimaneggiata e moralmente fragile viene sconfitta duramente dal Granada. Herrera e Kenedy bucano due volte la retroguardia partenopea in meno di due minuti ed ora la qualificazione diventa un traguardo durissimo da raggiungere


Uno sconsolato Ruiz in terra spagnola

GRANADA – Ritornano la coppe europee ed il Napoli, o quello che ne resta, si fa trovare impreparato all’appuntamento spagnolo, contro il Granada. Al Los Carmenes, il tremendo uno-due inferto ai padroni di casa condanna il Napoli alla sconfitta per 2-0, adesso molto difficile da ribaltare a Napoli. Si decide tutto in due minuti: gol di Herrera (19′) di testa a cui fa seguito il sinistro di Kenedy (21′). Per il resto, accade davvero poco in una partita nella quale il Napoli ha cercato, invano di limitare i danni prima e cercare il gol della speranza poi. Appuntamento tra una settimana, a Napoli, per una rimonta, allo stato attuale delle cose, altamente improbabile.

COSA E’ PIACIUTO 

Relativamente poco, non potrebbe essere altrimenti. La sbornia emotiva post-vittoria contro la Juventus passa subito, lasciando spazio all’amara realtà di una squadra ridotta all’osso negli uomini e col morale ai minimi storici. Paradossalmente, va salvato il risultato che gli azzurri si portano dietro dalla Spagna. Uno 0-2 che potrebbe essere ancora recuperabile e che va benedetto (sembra un’eresia da dire, ma è così) dopo il primo tempo che lasciava presagire ad un’imbarcata. Dovessimo dare una percentuale, daremmo al Napoli il 15%-20% di possibilità di passare il turno. Non di più, vista la carenza di uomini e l’effettiva volontà di andare avanti in una competizione nella quale nessuno (tifosi a parte) ha interesse a proseguire. Vediamo cosa succederà a Napoli, ma almeno una piccola, flebile, speranza resta ancora ed è già tanto.

Difficile salvare qualcuno nell’ennesima serata disastrosa di questo 2021. A voler essere buoni e spezzare una (piccola) lancia per qualcuno, il nome da fare è quello di Fabian. Niente di eccezionale, sia chiaro, ma a differenza dei suoi standard soliti, ed essendo rientrato da poco dopo la quarantena, risulta essere più coinvolto nella partita e, dalla metà campo in avanti è l’unico che, nel primo tempo, cerca di accendere il fuoco offensivo del Napoli. In fase difensiva lasciamo stare, ma non è nella coppia di mediani in un 4-2-3-1 che lo spagnolo saprebbe offrire il meglio. Ribadiamo il concetto: non si decanta l’eccezionalità per una prestazione appena sufficiente, e questo per far intendere il livello della prestazione generale del Napoli visto stasera.

Qualcosa di positivo si è intravisto nel secondo tempo, quando il Napoli ha cercato di essere più propositivo ed aggressivo. Gli inserimenti di Zielinski e Bakayoko a ritrovare equilibrio in mezzo al campo e qualche intuizione in avanti. La constatazione è che la difesa del Granada è tutto fuorché impenetrabile ma, nonostante qualche trama interessante, il gol non arriva.

COSA NON E’ PIACIUTO 

Altri due gol incassati, ma ciò che fa rabbia è la modalità e la semplicità con le quali il Granada è riuscito a colpire e mettere in ginocchio la già tartassata difesa azzurra. Il primo gol: un cross dalla tre-quarti, innocuo per una difesa mediamente organizzata, ma una stilettata fatale al baraccone in linea studiato da Gattuso. Maksimovic vaga senza meta in area di rigore, perchè Di Lorenzo e Rrhamani non scalano in marcatura, lasciando Herrera libero di colpire sul primo palo, dove da Meret ci si aspettava una prontezza di riflessi diversa. Secondo gol: Politano perde palla, il Granada riparte veloce in contropiede e Kenedy è fin troppo di battere a rete con il suo diagonale. Voragini lasciati a centrocampo e facilmente attaccabili dagli spagnoli che ne approfittano, vero, ma potrebbero fare anche più danni se credessero di più ad un Napoli ormai alle corde dopo soli ventuno minuti.

Politano è uno dei peggiori in campo. Di solito è il contrario, ma anche l’ex-Inter sta accusando un’evidente flessione. Mai uno spunto sulla destra; al contrario, una miriade di palloni persi, da uno dei quali scaturisce l’azione del raddoppio del Granada. Nella pochezza del Napoli è il primo designato per la sostituzione: vuol dire che ha giocato male davvero. Certo, si gioca male la prima chance da titolare al posto di Lozano, che dovrebbe non far rimpiangere. Si spera che sia stata una serata-no e non il coinvolgimento nell’apatia che sta attanagliando squadra e mister.

Anche questa sera il portiere avversario è l’unico spettatore non pagante della partita. Difficilmente si ricordano interventi di rilievo dell’estremo difensore del Granada, soprattutto a causa dei (pochi) tentativi degli attaccanti azzurri, quasi tutti fuori dallo specchio. Insigne non ne imbrocca una, Osimhen neppure a parlarne. Naturalmente le assenze e la stanchezza fisica giocano un ruolo fondamentale nella pochezza offensiva di questa squadra, ma la sinfonia era la stessa anche qualche settimana fa.

Come in coppa Italia, il Napoli è entrato in campo distratto e superficiale. Se il concetto applicato alla coppa nazionale resta valido anche per l’Europa, allora l’Europa League è considerata un fastidio di cui liberarsi quanto prima. L’atteggiamento sembrava essere esattamente quello di una squadra che non ha interesse alcuno ad impegnarsi in questa competizione che, da un lato, economicamente rende poco; dall’altro ruba risorse fisiche e mentali alle quali Gattuso attingerebbe volentieri per una faticosa rincorsa ai primi posti in classifica. Aspettiamoci dunque un Napoli che proverà, indubbiamente, un’improbabile rimonta alla quale rinuncerà se le cose non dovessero mettersi subito bene nella gara di ritorno.

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