Focus Napoli – Granada. Vittoria dal sapore amaro. Nessuna “remuntada” ed il Granada fa “fiesta”

Focus Napoli – Granada. Vittoria dal sapore amaro. Nessuna “remuntada” ed il Granada fa “fiesta”

Finisce con un’inutile vittoria l’avventura europea del Napoli. Gli azzurri vincono per 2-1 contro il Granada, risultato non sufficiente per la qualificazione agli ottavi. Zielinski accende la fiamma della speranza in avvio, Montoro la spegne a metà primo tempo. Il gol di Fabian, nella ripresa, buono per il morale e la statistica. Il rientro di Mertens è l’unica buona notizia per un Napoli a cui, da stasera, resta solo un obiettivo: la qualificazione in Champions League.


L'esultanza di Montori, autore del gol del Granada

NAPOLI – Il Napoli abbandona il palcoscenico europeo con l’inutile vittoria per 2-1 contro il Granada che, nonostante la sconfitta, accede agli ottavi di finale. Al gol fulmineo di Zielinski (2′) risponde il colpo di testa di Montoro (25′) che, di fatto, condanna i partenopei all’eliminzione. Non basta un gol di Fabian (59′) ed un buon secondo tempo per riaprire il discorso-qualificazione; gli azzurri si svegliano tardi ed al fischio finale di Siebert, sono gli spagnoli a festeggiare al ternime di una partita nervosa (ben undici cartellini gialli distribuiti dal fischietto tedesco) e lunghissima (tredici minuti di recupero concessi in totale). Si è rivisto in campo Mertens, fermo per un infortunio da oltre un mese. Con l’Europa, l’appuntamento (si spera) è nella stagione 2021-2022. Ora, sotto con il campionato.

 

COSA E’ PIACIUTO

Analizzandolo fuori dal contesto, il secondo tempo degli azzurri è stata di buona intensità, con tanti tiri verso la porta di Rui Silva, che valgono, tra un tentativo e l’altro, il gol di Fabian, il miracolo dello stesso Rui Silva sull’incornata di Ghoulam e qualche altro tentativo fuori misura. Non si può, d’altro canto, non tener conto di un Granada che, dopo aver colpito con Montoro, ha optato per una saggia amministrazione del risultato, consapevole di poter gestire anche una sconfitta con due gol di scarto. Che dire, il Napoli ci ha provato per l’intera ripresa, guidato più dalla forza della disperazione che da una strategia preparata a tavolino, quest’ultima stravolta dal succitato gol di Momtoro.

Rientra in campo anche Mertens, asset fondamentale di questa squadra con sicurezze ai minimi storici. Dries entra il campo ed almeno tiene sull’attenti i difensori spagnoli, che nel cuore della loro area non avevano grande lavoro da sbrigare. Il numero 14 non è al top della forma, ovviamente, ma cerca di fare movimento sull’intero fronte offensivo, giocando sia in ampiezza che in profondità. Si fa vedere anche per qualche sponda interessante, a dimostrazione di quanto il ruolo di “falso nueve” è un falso storico. Il belga ha le movenze da centravanti e Gattuso, da adesso in avanti, dovrebbe fare attente riflessioni su chi debba ricoprire quel ruolo.

La nuova variante tattica messa in atto da Gattuso, ossia un 4-3-1-2 con Zielinski dietro Insigne e Politano, ha messo immediatamente in crisi la difesa del Granada. Il gol del polacco ne è la testimonianza perfetta: con Insigne che tende verso sinistra, Politano verso destra, si libera la zona centrale dentro il quale Piotr s’inserisce alla perfezione e fredda Rui Silva con un sinistro dopo aver mandato fuori tempo la difesa iberica con un dribbling. Poteva essere il viatico di una rimonta che, per questo Napoli, avrebbe avuto i crismi del miracolo. Purtroppo, quel lampo di inizio partita è rimasto tale.

Anche Ghoulam si è distinto nel buon secondo tempo del Napoli. Si rinnova l’intesa con Insigne con il quale, qualche anno fa, insieme ad Hamsik, rappresentava la catena di sinistra più devastante d’Italia. Di acqua ne è passata sotto i ponti, soprattutto per l’algerino che, almeno stasera, era mosso da una verve e discreta gamba. Si rivede lo schema da fallo laterale, con il lancio di Faouzi che diventa un assist importante. Insomma, Ghoulam potrebbe essere una risorsa interessante per una squadra che adesso deve pensare ad una sola competizione. E la concorrenza non è spietata.

 

COSA NON E’ PIACIUTO

Siamo sinceri: la qualificazione, considerato lo stato di forma del Napoli, il morale della squadra e le dichiarazioni di Gattuso dopo ilo match d’andata, era una chimera. La questione è stata chiusa in Spagna ed il gol di Zielinski che, poteva rimettere in Napoli in carreggiata, si è rivelato una vana illusione. Il problema vero non era il segnare due gol al Granada che, con tutto il rispetto, è una squadra ampiamente alla portata, ma non subirne. Difatti, alla prima sollecitazione, il Napoli ha capitolato e da lì il pessimo primo tempo nel quale si è sentito tutto il contraccolpo psicologico per una qualificazione ormai sfumata. Segnare due gol e sperare di andare ai supplementari (o cercare anche il terzo) è una storia, segnarne altri tre dopo averne segnato già uno, è un’altra, soprattutto per questo Napoli malaticcio.

Tornando al primo tempo, bruttissimo dal gol di Zielinski in poi, soprattutto, come detto, a causa del contraccolpo morale causato dal pareggio di Montoro. C’è da dire, a onor del vero, che anche prima del pareggio, il Granada aveva conquistato metri di campo, contro il Napoli che, allo stesso tempo, si arroccava sperando in qualche ripartenza veloce. Si può pensare che l’idea fosse quella di ammistrare le energie, arrivando all’intervallo sull’1-0 per poi dare il tutto per tutto alla ricerca del secondo gol. Non è andata esattamente così perchè l’ennesimo gol regalato ha scombussolato l’intera strategia pianificata alla vigilia, se di questo si fosse trattato. Resta, al di là di tutto, un primo tempo sugli standard del Napoli attuale: involuto, anonimo, superficiale, disattento, e metteteci pure altri aggettivi: sicuramente ben si addicono.

Il gol subito dal Napoli è una fotocopia sbiadita di quelli presi dallo stesso Granada, all’andata, e dall’Atalanta. Fa quasi ridere la scena in cui un Di Lorenzo implorante, indica a Maksimovic di andare a prendere Montoro, libero in area di rigore. Sta di fatto che in quetso scaricabarile, lo stesso Montoro salta tranquillamente di testa, realizzando il pareggio. Ci si chiede, alla luce di tutto ciò, su cosa lavorano in allenamento questi ragazzi. Gattuso ha ragione quando dice che si gioca ogni tre giorni e non c’è tempo per allenarsi, ma in quelle poche volte che succede, si potrebbe almeno tentare si focalizzarsi su aspetti difensivi che, attualmente, sono il male maggiore del Napoli. Gol subiti in maniera tragicomica, stasera ultima puntata di una serie horror iniziata all’inizio del 2021 e che, chissà, avrà mai fine. Una crisi nella quale viene risucchiato anche un pilastro come Koulibaly, stasera nervoso ed impreciso.

Adesso Gattuso di tempo per allenare dovrebbe averne di più. In poco più di un mese, tre obiettivi stagionali sono stati depennati dall’agenda partenopea. Prima la Supercoppa, poi la coppa Italia e stasera, per concludere, l’uscita di scena dal palcoscenico europeo. Magra consolazione la vittoria; contava la qualificazione in un torneo nel quale il Napoli avrebbe potuto recitare un ruolo primario. Invece, si ritorna a casa, a testa bassa, con il pensiero, che toglie il sonno (ed il senno) alla società ed a Gattuso, ossia il quarto posto in campionato. Che il Napoli possa competere per entrare nelle prime quattro, non c’è dubbio a patto che si recuperino calciatori fondamentali e Gattuso (se dovesse restare ancora sulla panchina) riordinasse le sue confuse e cervellotiche idee di gioco. Ma, davvero bisognava sacrificare tutti gli obiettivi a corredo? Una grande squadra ha il dovere di metterci orgoglio, cuore ed anima in ogni partita, in ogni competizione. A questo Napoli, soprattutto nell’ultimo mese, questi ingredienti sono mancati. E le assenze non possono e non devono esssere un alibi.

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