Furbetti del bonus Covid, l’Inps bussa alla porta di sindaci e assessori: “Restituite i soldi”

Furbetti del bonus Covid, l’Inps bussa alla porta di sindaci e assessori: “Restituite i soldi”

Le procedure per la riscossione delle indennità “rubate” sono state avviate proprio in questi giorni


CAMPANIA – Indossano la fascia tricolore, ma non hanno comunque saputo resistere al fascino del bonus autonomi da 600 euro. Soldi facili, che adesso però dovranno restituire. Come riportato sull’edizione odierna de Il Mattino, l’Inps sta bussando alle porte dei sindaci (e di altri amministratori locali) che in quanto titolari di partita Iva ad aprile hanno richiesto e ottenuto l’indennità anti-Covid allo scopo di riavere indietro le somme che hanno percepito nel 2020. Percepito indebitamente, secondo il parere dell’ufficio legislativo del ministero del Lavoro, che ha definito il bonus incompatibile con i trattamenti dovuti a chi ha un mandato politico, purché continuativi.

Anche il ministero del Lavoro si è espresso in merito alla vicenda: «I gettoni di presenza non sono assimilabili alle indennità di funzione e ai compensi di natura fissa e continuativa corrisposti agli amministratori locali». Il gettone di presenza, quando non accompagnato da altri emolumenti connessi alla carica, configura una forma di pagamento di carattere non continuativo (vi si ha diritto solo se si partecipa a consigli e commissioni) oltre che di modesta entità. Risultato? Il dicastero competente in materia ha stabilito che solo gli amministratori locali senza fisso stipendio avevano effettivamente diritto al bonus da 600 euro, mentre tutti gli altri no.

Ebbene le procedure per la riscossione delle indennità “rubate” sono state avviate proprio in questi giorni. Gli amministratori locali che hanno ceduto alla richiesta illecita del bonus sarebbero circa duemila in totale. Adesso la maggioranza di loro dovrà pagherà dazio. Tra i sindaci coinvolti c’è il primo cittadino di Campobasso Roberto Gravina, che all’epoca in cui esplose lo scandalo dei bonus anti-Covid versati ai politici si difese con un «ho devoluto l’intera somma al fondo del Comune», ma adesso dovrà restituire all’Inps l’importo dato in beneficenza.