Giornata internazionale delle donne nella scienza, la storia di Roberta: orgoglio napoletano

Giornata internazionale delle donne nella scienza, la storia di Roberta: orgoglio napoletano

La giovane ha solo 24 anni, eppure il suo contributo nell’ambito della fisica teorica ha raggiunto già livelli considerevoli


NAPOLI – Oggi, giovedì 11 febbraio, si celebra in tutto il mondo la Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza. L’evento è stato istituito sei anni fa dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 2015. Le donne lottano da anni per affermarsi al meglio in ogni ambito lavorativo, ma secondi i dati raccolti, quello scientifico è uno di quelli in cui maggiormente si risente del cosiddetto “gender gap”.

In modo particolare nel nostro Paese, l’ Italia, pesa ancora il divario di genere nelle materie Stem (acronimo dall’inglese di Science, Technology, Engineering and Mathematics). Oggi, infatti, solo il 16,5% delle giovani si laurea in facoltà scientifiche, contro il 37% dei maschi, e appena il 22% delle ragazze si diploma in istituti tecnici, a fronte del 42% tra i coetanei dell’altro sesso. Per quanto riguarda il mondo del lavoro, invece, nelle aree Stem solo un professore ordinario su cinque è una donna, e tra i rettori solo il 7%.

Ebbene in occasione di questa particolare giornata abbiamo intervistato Roberta Calabrese, 24enne nata a Napoli e residente nella zona dei Colli Aminei, che è attualmente tra le giovani donne italiane che più stanno facendo la differenza in ambito scientifico, in particolare in quello della fisica teorica, e che ha voluto raccontarci l’evoluzione del suo percorso a testimonianza di quanto il sacrificio e l’impegno, a sostegno del talento e dell’intuizione, possano fare la differenza, a prescindere dal genere.

Ciao Roberta, chi sei e di cosa ti occupi?
Mi chiamo Roberta Calabrese, ho da poco compiuto 24 anni e sono al primo anno di dottorato di ricerca in fisica presso la Federico II. Il mio campo di ricerca è la fisica teorica delle interazioni fondamentali ed astroparticellare, nello specifico mi occupo principalmente di fisica oltre il modello standard, fisica dei neutrini e bariogenesi.

Quali sono i riconoscimenti che nella tua, seppur giovane, ma intensa carriera, hai conseguito?
Attualmente ho conseguito la laurea triennale e magistrale in fisica, entrambe con votazione di 110 e lode presso la Federico II. Nel 2020 ho vinto il premio “Buon compleanno Federico II”. Nel 2019 ho partecipato ad uno scambio studenti di 3 mesi con l’università di Dubna (Russia); durante questo periodo ho studiato il modello standard, le teorie di gauge e la supersimmetria presso il joint institute for nuclear research (JINR).

Hai sempre sognato fare questo da piccola? E’ stato ed è tutt’ora difficile inseguire questo sogno?
Ho sempre sognato di intraprendere una carriera scientifica fin da piccola. Ho incontrato molta incomprensione da parte degli altri crescendo, ma una volta entrata nel mondo accademico mi sono sentita a casa. Intraprendere da parte degli altri una carriera accademica non è facile, ma inseguire il mio sogno non mi pesa poiché amo quello che faccio.

Secondo i dati raccolti solo il 28.8% delle donne a livello globale riesce ad affermarsi in ambito scientifico. Hai mai notato differenze di trattamento tra te e i tuoi colleghi uomini?
Personalmente non sono mai stata discriminata in ambito accademico in quanto donna. Tuttavia, seppur raramente, ho assistito o mi sono state raccontati episodi di discriminazione nei confronti di alcune colleghe. Penso che il problema non siano solo le discriminazioni in ambito accademico, ma quelle di tutti i giorni: ci sono ancora troppe persone legate agli stereotipi di genere.

Roberta, cosa consiglieresti a tutte le ragazze che vogliono intraprendere questa strada?
Per intraprendere un percorso accademico penso che siano necessari passione per la materia scelta, determinazione e curiosità. Tra le skills utili ci sono anche una buona conoscenza dell’inglese, buone conoscenze informatiche e un metodo di studio consolidato.