Gladiatori, dai social al MANN in attesa della mostra fisica

Gladiatori, dai social al MANN in attesa della mostra fisica

Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli prepara il web all’apertura della mostra sui Gladiatori di Marzo


foto: Madrover / pixabay

Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli è un fiore all’occhiello di quest’offerta, dai disagi avvenuti nel 2018, si è migliorato progressivamente, ampliando le sue mostre temporanee e permanenti. La città partenopea è ricca di un patrimonio culturale prezioso e proveniente dall’intero territorio campano e non solo, di rilevanza internazionale.

 

Oggi nel museo è possibile visitare la mostra sugli Etruschi (fino al 31 maggio), quella di Amnesty International, Heroes of change, contest creativo sui temi dell’Agenda Europea 2030 sulla sostenibilità ambientale, e “Lucy” dell’illustratore Tanino Liberatore, inserita nelle attività di Comicon Extra. 

 

Ma da marzo ad ampliare le possibilità di scelta per i visitatori, ci sarà anche la mostra sui Gladiatori, realizzata in collaborazione con l’Antikenmuseum di Basilea e il Parco Archeologico del Colosseo. Per introdurre i visitatori alla conoscenza di quest’evento, è stata creata un percorso presentativo sui social, una campagna in cui gradualmente vengono forniti dei primi “assaggi” sulla mostra. 

 

Il MANN – Museo Archeologico Nazionale di Napoli si è distinto per la sua presenza online: è stato compiuto un lavoro oculato e persistente di social media marketing grazie alla promozione di post a tema e attività per favorire l’engagement degli utenti.

 

In occasione della mostra sui Gladiatori da gennaio è iniziata la campagna: sono stati pubblicati post sul vaso in terracotta che riproduce le esequie di Patroclo, sulle spade e le armi del I secolo d. C, e sulle pitture dell’Anfiteatro di Pompei. 

 

Il Museo inoltre sta potenziando la sua esposizione sul digitale, per Marzo dovrebbe essere pronta la nuova piattaforma ICT del museo, che consentirà di fare una visita virtuale assistita con funzionalità elearning.

 

Sulle pagine di cercoTECH si apprende che: “Le misure anti-covid hanno costretto i musei a offrire la possibilità di accedere ai servizi di prenotazioni da casa, sia con smartphone che con pc fisso. Inoltre, è stata incrementata la possibilità di effettuare visite guidate online attraverso percorsi di realtà aumentata. Le interazioni social sono raddoppiate durante il lockdown. Migliorata anche la digitalizzazione del patrimonio museale in ottica di documentazione ad alta definizione da usare per gli interventi di restauro conservativo”.

 

Il Mibact si è attivato sin da subito affinché i musei potessero essere attivi e connessi durante la pandemia, in modo da fornire un’alternativa culturale al lockdown diffuso. Dario Franceschini, ex Ministro dei Beni Culturali, ha riferito alle pagine di Finestre sull’Arte:

 

I musei statali italiani hanno triplicato la propria presenza digitale nei mesi del lockdown. Nella circostanza del lockdown le istituzioni culturali si sono trovate a dover accelerare un processo di digitalizzazione che in quel momento era in una fase di transizione. Molto è stato fatto sulla spinta dell’urgenza, con buoni risultati che tuttavia hanno ancora ampi margini di miglioramento”. 

Anche il MANN non si è sottratto a questo e ha creato persino collaborazioni per il gaming museale: verrà infatti inserito nell’ecosistema virtuale di MineCraft.