Pressioni per la statua di Maradona, l’assessora De Majo: “I botti ritrovati sono un residuo di Capodanno”

Pressioni per la statua di Maradona, l’assessora De Majo: “I botti ritrovati sono un residuo di Capodanno”

Le accuse sono strettamente connesse agli eventi del 23 ottobre scorso quando la protesta pacifica dei lavoratori contro il coprifuoco si trasformò in una guerriglia urbana


NAPOLI – Il controllo della Digos nell’appartamento di Eleonora De Majo, assessora alla cultura del comune di Napoli, era scattato in seguito a un’inchiesta della Procura di Napoli in merito alla realizzazione della statua di Maradona da collocare nel piazzale dell’ ex stadio San Paolo. Durante la perquisizione sono stati ritrovati 7 fumogeni, motivo per il quale l’assessora e il compagno Egidio Giordano, assessore ai beni comuni e alle politiche sociali della terza municipalità, ed entrambi espressione del laboratorio Insurgencia, sono stati denunciati. Entrambi però dichiarano che quelli ritrovati non siano altro che botti di capodanno, dimenticati in un cassetto.

Le indagini sono strettamente connesse agli eventi accaduti a Napoli lo scorso 23 ottobre quando la protesta pacifica dei lavoratori contro la chiusura anticipata dei locali e il coprifuoco si trasformò in una guerriglia urbana con tanto di scontri con la Polizia. Quella sera era stato fermato Gennaro Grosso, esponente del gruppo ultras “Masseria” e finito nel registro degli indagati per violenza privata. Grosso faceva parte della commissione per la scelta del miglior progetto per la realizzazione della statua di Maradona ma, dopo gli scontri del 23 ottobre e dopo essere finito nel registro degli indagati, aveva lasciato il progetto.

Sembrerebbe però che in realtà l’uomo fosse nella commissione per aver esercitato una forte pressione.  Ma De Majo smentisce l’ipotesi: “Nessuna pressione c’è stata, a proposito della commissione per la statua di Maradona. La nostra è stata una scelta politica precisa rispondente alla necessità di coinvolgere democraticamente la città nella selezione del monumento da dedicare a Maradona. A conferma di quanto fosse necessario un processo pubblico e democratico sulla statua posso riferire con orgoglio che a oggi abbiamo ricevuto decine di progetti che aspettano di essere valutati dalla commissione e non vorrei mai che tutta questa vicenda finisse per minare un lavoro iniziato con entusiasmo. Per quanto riguarda poi i botti trovati durante la perquisizione a casa mia si tratta di nient’altro che di un residuo di un Capodanno di qualche anno fa dimenticati in un cassetto; non sono né lacrimogeni né fumogeni, termini che mi hanno fatto anche sorridere in questo momento di evidente e spiacevole tensione”.