Tragico incidente sul lavoro in una falegnameria: morto un uomo, ferito il figlio

Tragico incidente sul lavoro in una falegnameria: morto un uomo, ferito il figlio

I sindacati: “La sicurezza è un aspetto fondamentale dell’organizzazione del lavoro, e non può essere messa all’ultimo posto tanto meno in una situazione di emergenza come quella che stiamo attraversando”


EMPOLI – Ennesimo tragico incidente sul lavoro. Questa volta è accaduto all’interno di una falegnameria di Via Pontorme nel comune di Empoli, poco prima di mezzogiorno. Uno scoppio – come riporta firenzetoday.it – ha coinvolto le due persone che erano presenti, una è stata presa in carico dal personale sanitario del 118, mentre per l’altra, liberata dalla squadra vigili del fuoco, il medico non ha potuto fare altro che constatare il decesso. L’uomo deceduto era un artigiano 68enne, il ferito è il figlio. La tragedia sarebbe stata causata dallo scoppio di un compressore.

A seguito della tragedia, in cui un uomo è morto e un altro è rimasto ferito, è intervenuta anche la Cgil. Elena Aiazzi e Laura Scalia (Cgil Firenze) e Marco Carletti (Fillea Cgil Firenze): “Morti sul lavoro. Continua la strage silenziosa. Non importa che a morire sia un operaio, un artigiano o il titolare. Resta il fatto della inaccettabilità delle morti sul lavoro che nell’ultima settimana hanno raggiunto un triste primato nei nostri territori. Come Cgil e Fillea ancora una volta ribadiamo che la sicurezza è un aspetto fondamentale dell’organizzazione del lavoro, e non può essere messa all’ultimo posto tanto meno in una situazione di emergenza come quella che stiamo attraversando. Rinnoviamo l’appello perché la Regione investa seriamente sulla sicurezza rafforzando il servizio di prevenzione, e si mettano al più presto in campo tutte le azioni indispensabili a partire da maggiori ispezioni e controlli. Chiederemo unitariamente un incontro alle istituzioni preposte per affrontare urgentemente la situazione e individuare concretamente le iniziative che comunemente possiamo mettere in campo. Un lavoratore, una lavoratrice hanno il sacrosanto diritto di tornare ogni giorno vivi alle proprie famiglie”.