“Branco” di adolescenti abusa ripetutamente di una 13enne: lei li fa denunciare tutti

“Branco” di adolescenti abusa ripetutamente di una 13enne: lei li fa denunciare tutti

Nel mirino degli aguzzini anche un ragazzo, perseguitato con diversi e continui atti di bullismo. Anche lui ha denunciato gli aggressori


RIMINI – L’ennesima storia di orrore proveniente dall’Italia, questa volta dalla provincia di Rimini. Hanno tutti tra il 14 e i 15 anni, eppure sono stati capaci di molestare sessualmente una loro coetanea, costringendola a subire cose che l’hanno fatta finire sotto choc. Un’aggressione cattiva e inquietante considerata l’età degli autori, che la ragazzina però non ha avuto paura a denunciare. Sono sette i componenti del branco indagati per violenza sessuale, e nei prossimi giorni verranno sentiti, con tutte le garanzie riservate ai minori, dai carabinieri della Compagnia di Novafeltria che si stanno occupando delle indagini.

I fatti, secondo la versione della presunta vittima, risalirebbero al 1° novembre scorso, in un paese della Valmarecchia. Quel pomeriggio la ragazzina stava camminando per strada, quando si era trovata circondata da un gruppetto di coetanei. Il posto è piccolo e si conoscono un po’ tutti, ma quelli avevano un atteggiamento che non prometteva niente di buono. Prima hanno cominciato a molestarla a parole, ma subito dopo sono passati ai fatti. Erano in sette e non c’è voluto molto per riuscire a immobilizzarle le gambe e le braccia. Mentre alcuni la tenevano, altri la palpeggiavano ovunque, pesantemente. Un incubo andato avanti parecchi minuti, mentre lei cercava disperatamente di difendersi, tentando di colpire in qualche modo i suoi aguzzini. Ma erano in troppi e non c’era niente che lei potesse fare. Mentre la 13enne supplicava che la lasciassero andare, i ragazzini la schernivano e ridevano di lei, senza che nessuno si facesse avanti per difenderla. Solo uno, sembra, abbia chiesto ai compagni di smetterla, ma nemmeno lui, trascinato dalla forza del branco, ha avuto il coraggio di intervenire in favore della 13enne. Nonostante le grida della giovane, in quel momento non c’erano persone in giro, anche se era pieno pomeriggio, e nessuno è andato in suo soccorso. Dopo essersi ‘divertiti’ abbastanza, l’hanno lasciata andare e lei è corsa a casa sconvolta.

 

Come sempre accade in casi come questi, la vittima si vergogna al punto che fatica a parlarne con altri. Ma il suo silenzio è durato solo qualche giorno, fino a quando in lacrime ha raccontato tutto ai genitori. Il padre e la madre non ci hanno pensato un attimo e sono andati dritti in caserma per denunciare gli aggressori della figlia. La ragazzina è stata sentita dagli investigatori con tutte le cautele, ma ha ripetuto la sua versione. I militari non ci hanno messo molto a identificare uno per uno i componenti del branco, finiti tutti indagati per violenza sessuale, a cui si aggiunge l’aggravante del fatto che la loro vittima ha soltanto 13 anni. I giorni scorsi sono stati convocati dai carabinieri per essere interrogati, e potranno quindi dire la loro. Nel frattempo gli inquirenti stanno cercando testimoni che possano avere assistito in qualche modo all’aggressione.
Ma non è l’unica accusa di cui una parte di quello stesso branco minorenni deve rispondere. Perchè nel corso delle indagini, gli investigatori hanno ricostruito anche pesanti episodi di bullismo nei confronti di un loro compagno di scuola. Un altro ragazzino che il gruppo aveva preso di mira, pare soltanto perchè l’altro si era azzardato a parlare con una coetanea, da cui, secondo loro, avrebbe dovuto stare lontano. Per mesi l’hanno vessato quasi ogni giorno, pugni, calci, schiaffi, intimandogli di non parlare con quella ragazza. Non perdevano occasione per sputargli addosso, lo inseguivano all’uscita di scuola, spingendolo in mezzo alla strada ogni volta che arrivavano le auto. Per spaventarlo, gli si avvicinavano senza indossare la mascherina anti-Covid. Una persecuzione feroce che il giovane ha sopportato soffrendo in silenzio, fino a quando anche lui non ha trovato il coraggio di andare a denunciarli.

FONTE: ILRESTODELCARLINO.IT