È corsa ai test sierologici prima del vaccino anti Covid: la differenza tra i diversi esami

È corsa ai test sierologici prima del vaccino anti Covid: la differenza tra i diversi esami

In tanti scelgono di controllare la presenza degli anticorpi prima di sottoporsi alla vaccinazione


Con il proseguire della campagna vaccinale è corsa ai test sierologici. In realtà, oltre a darci una fotografia dell’immunizzazione post vaccino, permettono di conoscere anche la situazione anticorpale post infezione.

Oggi si ricorre spesso ai test sierologici quantitativi per la ricerca degli anticorpi neutralizzanti verso la proteina spike, capaci di quantificare la presenza di anticorpi IgG neutralizzanti.

Che cosa significa?

Nei mesi abbiamo imparato che la proteina spike è formata da due porzioni:

  • S1, che contiene una regione che spalanca la porta al virus.
  • S2, che in una seconda fase consente l’ingresso del virus nella cellula.

La porzione superiore detta S1-RBD presenta la chiave di legame all’ACE2, il recettore che apre la porta per far entrare in virus nel nostro corpo.  Questo recettore detto Enzima di Conversione dell’Angiotensina regola la vasocostrizione delle arterie e si trova sulle cellule dell’epitelio polmonare dove protegge il polmone dai danni causati dalle infezioni, infiammazioni e stress.

Proprio per questo motivo, lo studio della struttura della proteina spike, permette e ha permesso di creare vaccini e sperimentare farmaci capaci di innescare una produzione di anticorpi neutralizzanti verso questi siti.

In particolar modo, gli anticorpi neutralizzanti igG aumentano generalmente dopo qualche settimana dall’infezione e diminuiscono gradualmente fino a scomparire. Rappresentano infatti la “memoria” del sistema immunitario, che in questo modo si ricorda di essere entrata già in contatto con il virus ed è pronto a intervenire in caso di una successiva infezione.

Ma quale è la differenza con il test sierologico classico?

Il test sierologico classico detto, detto Ab ANTISARS-COV2 totali, ricerca e dosa contemporaneamente entrambe le classi di immunoglobuline IgG e IgM con una specificità del 99,81% e una sensibilità superiore al 95%. Invece, questo nuovo test sierologico è in grado di ricercare i nuovi anticorpi neutralizzanti Covid-19, gli anticorpi anti-RDB della proteina spike (proteina s), grazie a una maggior specificità pari al 100% e una sensibilità superiore al 98,8%.

Il test si esegue con un prelievo venoso e può essere eseguito anche nel pomeriggio. Non è necessario il digiuno stretto, né alcuna preparazione particolare, tuttavia è raccomandato attendere un paio d’ore da un pasto leggero prima di eseguire il prelievo.

Giovanna RiccardiDOTT.SSA GIOVANNA RICCARDI

Farmacista, Biologa, Nutrizionista

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