Focus Roma – Napoli. Doppio Mertens per il blitz “Olimpico”. Adesso il Napoli c’è davvero

Focus Roma – Napoli. Doppio Mertens per il blitz “Olimpico”. Adesso il Napoli c’è davvero

Seconda vittoria consecutiva del Napoli che bissa Milano con una gran vittoria contro la Roma. All’Olimpico gli azzurri passano per 2-0, grazie alla doppietta di Mertens firmata nel primo tempo. Vittoria ottenuta con merito, fatta di solidità, personalità e raziocinio: la Champions non è più una chimera. Si rivede anche Lozano, dopo circa un mese di assenza.


Mertens infila Paul Lopez per il vantaggio azzurro

ROMA – All’Olimpico va in scena la seconda puntata del Napoli corsaro. Agli azzurri basta un tempo per mettere il risultato in ghiacciaia, ritrovando nel momento del bisogno la verve del suo bomber Mertens. Il belga è il mattatore della serata, piazzando la doppietta letale, nell’arco di sette minuti: il magistrale calcio di punzione sancisce il vantaggio azzurro (27′), il raddoppio di opportunismo chiude la contesa (34′). Nella ripresa il Napoli non affonda, amministrando il doppio vantaggio contro una Roma entrata in partita troppo tardi. Tre punti vitali per gli azzurri che si portano a 53, staccando proprio i giallorossi e restando in scia dell’Atalanta, a soli due punti di distacco.

COSA E’ PIACIUTO

La prestazione, che per un’ora abbondante è parsa anche superiore a quanto fatto vedere al Meazza. Un’ora da squadra di personalità, nella quale ma messo sotto la Roma sotto ogni aspetto. Ancora una volta è l’attacco a fare la differenza, soprattutto quando le qualità dei singoli emergono, mandando in crisi il già traballante apparato difensivo dei giallorossi. Mertens ne fa due, giocando pochissimi palloni, ma nel momento del bisogno ha fatto vedere che non per caso è il re dei bomber in maglia azzurra. Un gol da fermo, uno da opportunista, per tre punti che, inutile ribadirlo ogni volta, sono vitali per l’affannosa rincorsa alla Champions.

Mertens, come detto, protagonista della serata grazie alla doppietta che sbanca l’Olimpico. Riesce a far male anche giocando in una posizione che non predilige e si vede poichè, nonostante i due gol, non tocca un gran numero di palloni. Ma l’Olimpico è uno stadio che lo ispira ed il colpo da fenomeno non si fa attendere, infilando Pau Lopez con una punizione precisa e letale, che era quasi un’abitudine domenicale qualche anno fa. Poi, un gol da nativo dell’area di rigore, sfruttando il solito canovaccio “Made in Napoli”: rasoiata di Insigne a premiare il taglio di Politano e assist di quest’ultimo, molto intelligente, su Dries che a porta vuota non può sbagliare. Una doppietta che regala fiducia ad un attaccante ancora in fase convalescente. Dopo un’ora, infatti, non ne ha più, dopo aver sacrificato fino all’ultima goccia di sudore per la causa. Bomber ritrovato.

Zero gol subiti in due trasferte delicatissime, tra Milano e Roma. Ma stasera, oltre ad un’organizzazione difensiva compatta e quasi insuperabile per gli attaccanti giallorossi, emerge come un totem la figura imponente e statuaria di Koulibaly. Gli perdoniamo volentieri l’unico strafalcione della partita, quando regala un pallone in uscita che Pellegrini poi stampa sul palo, perchè durante l’intero arco della gara non ha lasciato passare un solo pallone dalle parti di Ospina. Vince tutti i duelli, sia fisici che in velocità, prendendosi anche le solite licenze offensive quando il livelli di autostima sono ai massimi livelli. Partita sontuosa, come poche volte gli è capitato di giocare nelle ultime stagioni. Mantenesse questo livello, il Napoli in Champions ci arriva a piedi. Sacrifica la partita di Crotone, in diffida e facendosi ammonire, per arrivare “pulito” al big-match contro la Juventus. Scelta saggia, perchè avere Koulibaly al top significa partire con “mezzo” gol di vantaggio.

L’intelligenza tattica del Napoli ha risieduto nella capacità di limitare al minimo i rifornimenti a Dzeko, unico vero pericolo giallorosso, in mancanza dei pezzi da novanta Veretout e Mkhitaryan, sia dalle corsie esterne: bravi Insigne e Politano a dar man forte a Mario Rui e Hysaj, impegnati in un bel confronto contro Spinazzola e Karsdorp, i migliori della Roma; bravi per via centrali con Demme e Ruiz, chiusi a raccolta contro gli inserimenti di Pedro e el Sharaawy, decisamente fuori partita, anche per evidenti meriti della squadra partenopea, ben disposta in campo da Gattuso. Poi Zielinski, altra chiave di volta del match, forse meno appariscente del solito, ma che nella sua posizione tra le linee, ha mandato più volte fuori giri Diawara e Pellegrini.

Una squadra più riposata significa avere una squadra più attenta e lucida nelle giocate. E’ davvero un sacrificio dover disputare tante competizione? Per questo Napoli lo era: alzasse la mano, solo dieci giorni fa, chi credeva in due vittorie su due contro Milan e Roma. Non ho alzato neppure la mia, lo ammetto. Ma era un Napoli davvero disastrato quello che si avvicinava a questi due big-match per poter sperare, nonostante il recupero di giocatori a lungo assenti, ai quali stasera si aggiunge il rientro di Lozano. Giocare ogni tre giorni per due mesi e mezzo sarebbe stato troppo per qualsiasi squadra, a maggior ragione decimata da infortuni e dal CoVid. Lieto di essere stato smentito, almeno per il momento. Adesso però, con un calendario che sembrerebbe in discesa, il buon Gattuso, spesso (e giustamente) criticato, può prendersi le sue rivincite e cavalcare quest’improvvisa ondata di entusiasmo, tenendo la squadra con i pedi saldamente a terra, perchè questo Napoli per il momento, non ha portato a casa neppure il minimo sindacale.

 

COSA NON E’ PIACIUTO

Buona la prima ora di gioco, di sofferenza l’ultima mezza, durante la quale la squadra si è lasciata schiacciare dalla foga e dall’intraprendenza della Roma nel voler rientrare in partita. Fisicamente la squadra non ne aveva più, avendo consumato la dote di energia durante un’ora nella quale la squadra ha mostrato lucidità mentale e grande tenuta atletica, pressando i portatori di palla con gli attaccanti che, spesso, si prestavano anche ai raddoppi di marcatura sulle fasce laterali. Alla lunga, la Roma è uscita alla distanza, sebbene avesse giocato anche in settimana, mentre il Napoli ha riposato. Almeno stasera, annotiamo “zero” sul rapporto danni, perchè gli attacchi della Roma sono stati contenuti con sufficiente disinvoltura. Però, si poteva tenere meglio il campo nelle ultime fasi di gara, ma niente di grave.

Entra nel momento di maggior difficoltà del Napoli, quando la Roma inizia ad esercitare un certo forcing, ma non riesce ad incidere granchè su una gara virtualmente già decisa. Però, il nigeriano dovrebbe imparare a contenere certe esuberanze caratteriali: al primo pallone giocato è già a terra e subito pronto a buttarla in rissa con Mancini. Un duello che si ripropone una manciata di minuti dopo, che si conclude con l’ammonizione per l’attaccante a cui si chiedeva, probabilmente, di tenere qualche pallone avanti per far rifiatare la squadra o di allungarla, cercando lo spunto in velocità: non si è visto né l’uno, né l’altra. Insomma, un’altra occasione sprecata su cui possiamo chiudere un occhio in virtù del malloppo da tre punti.

 

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