Lutto nel mondo della musica: morto il dj Claudio Coccoluto

Lutto nel mondo della musica: morto il dj Claudio Coccoluto

Era considerato tra i giganti della consolle non soltanto in Italia, ma sulla scena internazionale


CASSINO – Lutto nel mondo della musica per la morte del celebre dj Claudio Coccoluto. L’artista, 59 anni si è spento all’alba di oggi nella sua casa di Cassino, dopo aver lottato per un anno contro la malattia. Era considerato tra i giganti della consolle non soltanto in Italia, ma sulla scena internazionale.

Durante il lockdown, quando il mondo dei club si è fermato, è stato tra i più attivi nel sensibilizzare la politica e l’opinione pubblica sulle difficoltà del settore che, oltre a rappresentare una fucina di sperimentazione oltre il semplice intrattenimento, dà lavoro a migliaia di persone: “Chi fa clubbing è un volano culturale per i movimenti giovanili, finora l’approccio delle istituzioni è stato riduttivo —si era sfogato nel maggio dello scorso anno in un’intervista al Corriere— : sia il governo, sia il Mibact ancora non definiscono un ruolo definitivo per questo comparto, nonostante muova un indotto enorme. La mancanza di interesse e di sussidi crea una condizione pericolosa, i professionisti dovrebbero arrivare vivi a un’ipotetica data di riapertura che nessuno ancora conosce, mentre devono pagare l’affitto, le bollette.”

GLI INIZI

Coccoluto, “Cocco” per gli amici e gli addetti ai lavori, esordisce nel ’78 come speaker nell’emittente locale “Radio Andromeda”, la sua prima interfaccia con il pubblico. Nel mondo del clubbing approda negli anni Ottanta, chiamato da Marco Trani, altra figura seminale nel mondo del djing scomparso prematuramente a 53 anni e apprezzato per il suo virtuosismo ai piatti, a sostituire Corrado Rizza. Protagonista e innovatore nel filone dell’elettronica underground, Coccoluto si contraddistingue per l’originalità stilistica , risultato di una ricerca costante e di una passione sconfinata. L’apice della sua carriera, la serata che più lo inorgogliva, la performance alla Sound Factory di New York nel ‘91: “In pista c’erano tutti i più grandi, da Louie Vega a Tony Humphries”.