Medici di famiglia in prima linea contro il Covid, sono 65 i “disertori”: rifiutano di vaccinare e prenotare i pazienti

Medici di famiglia in prima linea contro il Covid, sono 65 i “disertori”: rifiutano di vaccinare e prenotare i pazienti

Sono invece 190 i professionisti che sono disposti a vaccinare solo nelle hub dislocate sul territorio


NAPOLI – Sono 360 su 550 i medici di famiglia a Napoli che hanno dato la propria adesione per effettuare il vaccino contro il Covid-19. Non tutti però si sono dichiarati disponibili a vaccinare a domicilio o nel proprio studio medico, sono 190 infatti i professionisti che sono disposti a vaccinare solo nelle hub dislocate sul territorio. A questi vanno sommati quelli che non hanno intenzione di prendere parte attivamente alla campagna vaccinale ma che si occuperanno solo di segnalare sulla piattaforma regionale i pazienti fragili.

La decisione è stata presa in seguito a diverse considerazioni, va tenuta presente infatti la presenza di medici immunodepressi o con patologie tali da non permettergli nemmeno di partecipare alle campagne anti-influenzali.

D’altra parte però sono 65 i medici “disertori” che hanno comunicato di non aver intenzione di partecipare in prima linea alla battaglia contro il Covid, e di non avere neppure intenzione di dichiarare i loro pazienti con patologie gravi. Un comportamento, il loro, perseguibile dal punto di vista etico-deontologico.

“Siccome l’adesione alla campagna vaccinale nazionale è obbligatoria – spiega Pina Tommasielli, medico di famiglia e referente dell’Unità di Crisi per la medicina territoriale – questi medici sono stati deferiti alla Commissione di Disciplina della Regione Campania”, sarà infine la direzione della tutela della Salute a decidere se emettere delle sanzioni contro i disertori.