Napoli, i lavoratori del wedding scendono in piazza: “Non chiediamo ristori, vogliamo lavorare”

Napoli, i lavoratori del wedding scendono in piazza: “Non chiediamo ristori, vogliamo lavorare”

Chiedono una ripresa «in sicurezza» del lavoro, secondo linee guida, già applicate in alcuni casi


NAPOLI – Flash mob dei rappresentanti del settore wedding a Napoli, in piazza Plebiscito, proprio sotto la Prefettura. Circa 100 titolari di aziende di tutte le categorie del comparto eventi e cerimonie private si sono ritrovati a protestare – così come in altre 29 città italiane – per ottenere un’attenzione maggiore da parte del governo, soprattutto una «data certa per la ripartenza», lamentando perdite di fatturato, dovute alle restrizioni legate alla pandemia, che raggiungono in media il 90%, più o meno lo stesso calo che si è avuto nell’organizzazione di matrimoni e altri eventi nel corso del 2020.

Non vogliono ristori e risarcimenti, giudicati del tutto insufficienti, ma chiedono una ripresa «in sicurezza» del lavoro, secondo linee guida, già applicate in alcuni casi.

Nel pomeriggio una delegazione è stata ricevuta in Prefettura: ai rappresentanti presenti le autorità hanno comunicato che parrucchieri e barbieri potranno riaprire dopo Pasqua, mentre per il wedding e gli operatori dei luna park si vedrà tra aprile e maggio in base ai dati del contagio.

Ci sono anche i fotografi tra i più penalizzati dal covid, che dell’indotto del wedding occupano una parte notevole. Secondo le stime c’è stato un calo dei matrimoni pari all’85 per cento, che ha comportato una chiusura a catena, si parla di oltre un milione di posti di lavoro fermi. I fotografi, inizialmente non sono stati neanche riconosciuti per l’erogazione dei ristori, a causa di divergenze tra i codici Ateco nazionale e regionale. “I ristori, però, non copriranno mai i guadagni persi, – dichiarano i fotografi – chi fatturava centomila euro in un anno, ha avuto un ristoro di appena due o tremila euro”

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