Rapina tra Marano e Villaricca: l’uomo alla guida della Smart è un 25enne maranese

Rapina tra Marano e Villaricca: l’uomo alla guida della Smart è un 25enne maranese

Uno dei rapinatori morti è il figlio di un affiliato al clan Verde ucciso e ritrovato in una pineta a Licola


MARANO – Si chiama Giuseppe Greco, ha 25 anni ed è di Marano. Era lui alla guida della Smart che ha speronato e ucciso il 30enne Ciro Chirollo e il 39enne Domenico Romano che lo avevano rapinato del Rolex ieri sera in via Antica Consolare Campana tra Marano e Villaricca. Greco si sarebbe allontanato dal luogo per poi presentarsi in caserma. Anche sulla sua posizione stanno indagando i carabinieri della compagnia di Marano.

Ciro Chirollo, 30 anni che ha perso la vita ieri travolto dalla Smart forfour è risultato essere figlio di Vincenzo, uomo affiliato al clan Verde ucciso nel 2010 nella faida tra lo stesso sodalizio criminale e il clan Puca. Vincenzo Chirollo fu ritrovato morto in una pineta a Licola dopo che i familiari due mesi prima ne avevano denunciato la scomparsa.

LA RICOSTRUZIONE

Emergono nuovi particolari su quanto accaduto ieri sera in via Antica Consolare Campana, tra Marano e Villaricca. Ciro Chirollo, 30 anni, e Domenico Romano, da tutti conosciuto come Mimmo, 39 anni, entrambi di Sant’Antimo, hanno perso la vita a seguito del tentativo di rapinare un uomo alla guida di una Smart.

I contorni della vicenda sono ora dopo ora sempre più nitidi. A quanto pare, infatti, i due, a bordo di uno scooter T-Max, avevano ‘scelto’ la loro vittima già in via Castel Belvedere, una strada periferica del Comune di Marano. Qui, infatti, si erano accorti del Rolex indossato dall’automobilista e così, qualche metro più avanti, avevano deciso di agire.

La reazione dell’uomo alla guida della Smart, Giuseppe Greco, 25enne di Marano, era stata però immediata: ne era nato un inseguimento che, pochi metri dopo, era scaturito in un violento impatto tra auto e scooter. Nessun colpo di pistola, nonostante un’arma trovata sul luogo della tragedia e forse appartenuta ai due rapinatori. Questi, sbalzati in aria dopo essere stati speronati ad alta velocità, sarebbero caduti rovinosamente a terra morendo sul colpo.

L’automobilista sarebbe poi fuggito. Sul posto gli uomini della compagnia dei carabinieri di Marano e gli operatori sanitari del 118 che non avevano potuto far altro che constatare il decesso dei due. Le indagini erano partite immediatamente, l’ipotesi della rapina finita male iniziava ad essere quella più accreditata.

Le vittime venivano identificate nella notte mentre grazie ai controlli sulla Smart, risultata intestata ad un parente di un pregiudicato, anche l’identità dell’automobilista, al momento non nota, diventava chiara. L’uomo veniva raggiunto dai carabinieri e interrogato sull’accaduto senza però confermare la dinamica secondo la quale li avrebbe speronati e fatti cadere dallo scooter uccidendoli. Dalle indagini è risultato avere precedenti per droga.